# Modi di dire piemontesi > Per pulire i pennelli da trucco senza rovinarli, bagna soltanto le setole con acqua tiepida, usa una piccola quantità di detergente delicato, massaggiale senza torcerle e risciacqua finché non rimangono residui. Dopo il lavaggio, tampona l’acqua in eccesso, ricomponi la forma del pennello e lascialo asciugare in piano, evitando che l’acqua scenda verso la ghiera [...] Nel post di oggi andremo a vedere una serie di modi di dire piemontesi. Conoscere i modi di dire di un dialetto diventa fondamentale se l'intento è quello di interloquire con le persone del posto. Ecco perché il nostro excursus non termina qui: oggi è il turno dei modi di dire piemontesi. Abbiamo raccolto per voi quelli più simpatici e, allo stesso tempo, utilizzati dalle persone del posto così che possiate farvi una vera e propria cultura su una regione del nord Italia come il Piemonte. Dopo questa breve parentesi e introduzione, non ci resta che presentarvi la nostra raccolta. Vi lasciamo, dunque, alla nostra lista di ## Modi di dire piemontesi A ven-o giù pere da mulin = Vengono giù pietre da mulino. (Nel senso piove in maniera forte e violenta). A-i-è nen ‘d pi bel che ‘na facia cuntenta = Niente v’è di più bello che una faccia contenta. Trové Gesù Bambin ant l'òrt = Trovare Gesù Bambino nell'orto. (Dicesi di chi ha avuto un'imprevedibile fortuna). A l’è mac le muntagne c’a s’ancuntru nen = Soltanto le montagne non s’incontrano. Avej la pera daré ëd la pòrta = Avere la pietra dietro la porta. (Detto di chi non chiude la porta dopo essere passato). Tiré i caossèt. Tirare i calzini. (Morire). A fese bin vurei a-i va ben poc = A farsi benvolere basta poco. A-i-è gnun saba sensa sul, e gnuna dona sens’ amur = Né sabato senza sole né donna senza amore. A caval sprùn a la fùmna bastùn = A un cavallo sprone, alla moglie bastone. Buté ël cul ant la farin-a = Mettere il deretano nella farina. (Dicesi di persona non benestante che sposa una persona ricca). Smens ëd curios = Semente di curiosi. A-i-è ‘n Diu per i ciuch = Esiste un Dio per gli ubriachi. L’aj a l’è le spesiàri d’i paisan = L’aglio è il farmacista dei contadini. Esse come coj d'Orbassan, ch'a dijo sempre: «Adess andoma», e mai a van = Essere come quelli di Orbassano, che dicono sempre «Adesso andiamo», e non vanno mai. Sentissi come na barca 'nt in bòsch = Sentirsi come una barca in un bosco. Sentirsi fuori posto od in grosse difficoltà. Per cunose ún a bsogna mangeje pí d’ na volta ansema = Per conoscere qualcuno bisogna stare in tavola con lui più di una volta. A-i-è nen bela reusa c’a dventa nen gratacul = Non c'è bella rosa che non diventi grattaculo. Esse pi long che na giornà sensa pan = Essere più lungo di una giornata senza pane. Perché se 'l Monvis o l'ha 'l capel ò ch'o fa brut ò ch'o fa bel = Perché se il Monviso ha il cappello (nuvole), o farà brutto o farà bello. Chi va al mulin a s’anfarina = Chi va al mulino, s’infarina. A forsa ‘d nuiusé cáich cos a s’ gava sempre = A forza d’importunare qualcosa si ottiene. A ese galantom as dventa nen sgnùr = A essere galantuomo non si diventa ricco. A gùssa a gùssa a s’ fora la pera = A goccia a goccia si buca la roccia. A la seira liùn, a la matin plandrùn = Di sera leone, al mattino poltrone. A cùsta d’ pí a ese cativ che a ese brav = Costa di più essere cattivo – che essere bravo. Cativa lavandera a treuva mai na bùna pera = A lavandaia poco capace – nessuna lastra per appoggio piace. Che Santa Lusía a i cunserva la vista, chè a smia che l’aptit a i manca nen = Santa Lucia gli conservi la vista, chè l’appetito pare non gli manchi. Chi à nen a s’ grata = Chi ha niente si gratta. Chi a s’ ripara sut na frasca – a pija lon c’a-i casca = Chi si ripara sotto una frasca – riceve ciò che ne casca. Chi vend a credit a fa un bùn afè, ma suvens a perd l’amis e i dnè = Chi vende a credito fa buoni affari, ma spesso perde l’amico e i denari. La prima galina c’a canta a l’è cùla c’a l’à fait l’euv = La gallina che per prima canta ha fatto l’uovo. Intant che l’erba crès ‘l caval a meuir = Mentre l’erba cresce, muore il cavallo. La merda c’a mùnta an scagn, o c’a spussa o c’a fa dan = Merda che monta in seggiola o puzza o danneggia. --- Fonte: https://www.frasi-aforismi.it/modi-dire-piemontesi