# Modi di dire napoletani > Per pulire i pennelli da trucco senza rovinarli, bagna soltanto le setole con acqua tiepida, usa una piccola quantità di detergente delicato, massaggiale senza torcerle e risciacqua finché non rimangono residui. Dopo il lavaggio, tampona l’acqua in eccesso, ricomponi la forma del pennello e lascialo asciugare in piano, evitando che l’acqua scenda verso la ghiera [...] Ecco una lista di modi di dire napoletani. Napoli è una città fantastica con un proprio dialetto che è diventato ed è stato riconosciuto, con gli anni, come una vera e propria lingua, che come tale contiene tutta una serie di modi di dire, alcuni dei quali famosi in tutta Italia. Il dialetto rafforza il concetto, questo è risaputo, per cui esprimere un concetto in dialetto, magari servendosi di metafore strepitose può risultare un buon modo per fare arrivare un determinato messaggio a destinazione. Abbiamo preparato per voi una lista di modi di dire napoletani, i più famosi e conosciuti che incarnano la cultura e la tradizione partenopea. Modi di dire che esprimono concetti universali, ma espressi in dialetto napoletano, delle vere e proprie massime comportamentali da cui trarre insegnamenti. Siete curiosi? Allora non ci resta che scoprire la nostra rassegna di ## Modi di dire napoletani Cù na man annanz e nata arret = con una mano avanti e un’altra dietro. (Lo dice colui che resta deluso dalle situazioni); O barbiere te fa bello, o vino te fa guappo, a femmena te fa fesso = il barbiere ti fa bello, il vino gradasso e la donna scemo; A lavà a capa o ciuccio se perde l’acqua e o sapone = a lavare la testa all’asino si perdono acqua e sapone. (Parlare con gli ignoranti è solo una gran perdita di tempo) Fà a recotta = fare la ricotta. (Oziare tutto il giorno); 'O purpo se coce cu ll'acqua soia = il polpo si cuoce nella sua stessa acqua. (Si dice di una persona testarda che, pur sbagliando, non vuole cambiare idea); Doppo Natale friddo e famma = dopo Natale, freddo e fame. (Dopo aver speso molti soldi per le feste, ci attende un periodo di fame); Fa  cchiù miracule ‘na votte ‘e vino ca’ na’ Chiesa e’ sante  = fa più miracolo una botte di vino che una chiesa; Ià fernì a mare cu tutt e pann = devi cadere in mare ancora vestito. (Cadere in disgrazia); Perdere a Filippo e o panar = perdere sia Filippo che il cesto. (Perdere due cose/persone contemporaneamente); Vulè ò cocco ammunnato e bbuono = volere il cocco sbucciato e saporito. (Volere tutto bello e pronto) Fà a chi figlio e a chi figliastro = fare a chi figlio e a chi figliastro. (Usare due pesi e due misure); 'A fìglia 'e dòn Camìllo: tutt'a vònno e nisciùno s'a pìglia = la figlia di don Camillo: tutti la vogliono e nessuno la piglia; Dicette Pulecenella: pe' mmare nun c'è taverna = disse Pulcinella: per mare non ci sono taverne. (Ogni cosa sta nel suo luogo e non puoi aspettarti che sia diversamente); Adda passà a nuttata = deve passare la nottata. (Il periodo brutto passerà); Nun sape tenè trè cicere mmocca = non saper tenere tre ceci in bocca. (Si dice di colui che non riesce a mantenere un segreto); Addò vere e addò ceca = dove vede e dove non vede; Fà a fine re tracc = fare la fine dei petardi. (Fare una brutta fine); Rà è carte e musica mman ò barbiere e lanterne mman e cecat = dare uno spartito in mano a un barbiere e una lanterna nelle mani di un cieco. (Dare a qualcuno un oggetto che non sa utilizzare); Gesù Cristo rà o ppane a chi nun tene e rient = Gesù da il pane a chi non ha i denti. (La fortuna capita a chi non sa apprezzarla); Friere o pesce cu l’acqua e fà e nozz che fiche secche = friggere il pesce con l’acqua e fare le nozze con i fichi secchi. (Avere successo in ogni situazione); A copp Sant’Elmo vò piglià o purpo a mmare = da Castel Sant’Elmo vuoi pescare un polpo a mare. (Aspirare a un’impresa impossibile come pescare un polipo da una collina); Me staje purtann p’ vic e vecariell’ = mi stai portando per vie e viette. (Si dice a chi tenta di deviare un discorso); Spuglià a ssan Giacchìno pe' vvestì a ssant'Antuóno = spogliare san Gioacchino per vestire sant'Antonio. (Favorire qualcuno a discapito di un'altra persona); Pure e pullece teneno a tosse = anche le pulci hanno la tosse. (Riferito a chi non è una gran persone, ma si concede il lusso di sentenziare); Jetta a pretella e nasconne a manella = detta la pietra e nasconde la mano. (Non assumersi le responsabilità delle azioni commesse). --- Fonte: https://www.frasi-aforismi.it/modi-dire-napoletani