Parolacce ed insulti in napoletano

Iscriviti al mio canale Youtube
Seguimi sulla mia Fanpage

slogan_napoletanoEcco una lista di parolacce e insulti in napoletano.

Il dialetto rafforza il concetto, siete d’accordo con noi?
Se poi il dialetto in questione è quello napoletano, allora, perfino gli insulti e le parolacce possono finire per essere divertenti!!
Questa volta abbiamo selezionato per voi una serie quasi interminabile di insulti e di parolacce in napoletano. Siete curiosi di sapere come si insultano tra di loro i napoletani? Volete conoscere le parolacce più in voga in quel di Napoli? Siete nel posto giusto! Troverete di seguito insulti di ogni tipo: parolacce banali e offensive, a volte divertenti, ma anche insulti pesanti e ad effetto da usare soltanto quando la situazione lo richiede e con molta, molta attenzione, perché non vi assicuriamo, da parte del destinatario, una reazione proprio tranquilla. Molte espressioni sono tipiche e conosciute, altre veramente divertenti, con metafore e spiegazioni alla portata di tutti. Memorizzatele e scopritele, ma mi raccomando di non destinare la lettura ad un pubblico di bambini: le parolacce e gli insulti sono molto forti e destabilizzanti. Pronti? Curiosi? Leggiamo insieme la nostra gremita raccolta di

Parolacce e insulti in napoletano

  • Cap ‘e cazz = testa di cazzo;
  • Chitebbiv! = maledico i tuoi cari ancora vivi;
  • Chitemmuort = maledico i tuoi cari defunti (bestemmia molto offensiva ed ingiusta);
  • Piezz e mmerda = pezzo di merda;
  • Puttan = puttana;
  • Zoccola = intercalare di “troia”;
  • Latrìn = cloaca;
  • Strunz = stronzo;
  • Stronz = stronza;
  • Facc ‘e cazz = faccia di cazzo;
  • Sor ra fess = letteralmente ‘sorella della vagina’, espressione usata per indicare una persona stupida;
  • Frat ro cazz = letteralmente ‘fratello del cazzo’, espressione usata per indicare una persona stupida e priva di furbizia;
  • Omm e merd = uomo di merda, espressione usata per indicare un uomo di poco valore;
  • Vafammocc a mammeta = letteralmente “vai a fare in bocca a tua madre”, l’espressione è simile al vaffanculo, ma è più rafforzativa;
  • Chiav’t a lengua ‘ncul = stai zitto/a o taci;
  • Chitestramuort = chi ti è morto (una bestemmia);
  • Chillu strunz e patet = quello stronzo di tuo padre;
  • Chella granda zompapereta e mammeta = quella grande zoccola di tua madre;
  • Soreta è ‘na puttan = tua sorella è una puttana;
  • Lot’ = letteralmente significa “fango”, ma viene usato per dire “pezzo di merda”;
  • Si na buatt = sei una cicciona;
  • Par ‘a wallera = letteralmente “somigli ai testicoli”, l’espressione è usata per indicare una persona stupida;
  • Cuopp’allesse = insulto indirizzato ad una donna dalle forme tanto sgraziate da paragonarla al “cuoppo” che si fa con un foglio di giornale, e con cui si incartano le castagne allesse. Le castagne bagnano il foglio facendolo deformare.
  • Soreta è comme ‘na busta da munnezza: ce vottono a dinte ogni fetenzia = tua sorella è come un cestino dell’immondizia: ci buttano dentro di tutto;
  • Culo ‘e mal’assietto = persona cui risulta difficile stare un momento ferma in un posto per irrequietezza;
  • Se dice che e criature li porta a cicogna, forse tu le si carute = si dice che i bambini li porta la cicogna, può darsi che tu le sia caduto;
  • Capera = persona altamente pettegola, termine usato in maniera dispreggiativa;
  • Fetosa = puzzolente;
  • Janara = strega, termine utilizzato per offendere una donna dai macabri atteggiamenti;
  • Cessa/ latrina = letteralmente gabinetto, il termine è utilizzato con accezione dispreggiativa per indicare una persona poco pulita sotto tutti i punti di vista;
  • Nciucessa = pettegola;
  • Vasciaiola = persona rozza appartenente ai bassifondi;
  • Spisse se deventa famosi doppo muorte, embe’ tu a chi cazzo aspiette? = spesso si diventa famosi dopo la morte, quindi tu cosa aspetti?;
  • Si tu vaie a Lourdes p’avè o miracolo a Maronna dice: “doppo tanti anni che faccio ‘stu mestiere , tu me staie mettenne veramente in difficoltà” = sei vai a Lourdes per avere un miracolo, la Madonna ti dice: “dopo tanti anni che faccio questo mestiere, tu mi stai mettendo seriamente in difficoltà”;
  • Pe tte e femmene so tutte puttane tranne mugliereta, figlieta e soreta, ma nu vaie mai n’coppo o casino pe paura de truva’ = per te le donne sono tutte puttane tranne tua moglie e tua figlia , ma non vai mai in un bordello per paura di incontrarle;
  • Tieni e zizze comme e recchie nu cane ‘e caccia = hai il seno simile alle orecchie di un cane da caccia;
  • ‘Nzevato = qualcosa di unto, di scivoloso. Termine offensivo riferito a chi è viscido, sporco, che non si lava o un malato di atteggiamenti sconci;
  • ‘Nnaccaro = deriva dal caratteristico suono delle nacchere spagnole. Si può anche indicare una persona che compie un’azione dispettosa e poco seria;
  • Si ‘o strunze fosse na fatica, tu tenisse nu sacco e gent a faticà = se lo stronzo fosse un mestiere, tu avresti una ditta e molti dipendenti;
  • Tieni chiu’ corna tu che nu panaro e maruzze = hai più corna in testa tu, che un cesto pieno di lumache!;
  • Si comme ‘a na doccia: se fanno tutti quante = sei come una doccia: se la fanno tutti;
  • Nu piglià assai sole sta stagione,’o sole assecche e strunze = non prendere molto sole questa estate, il sole secca gli stronzi;
  • Nacchennella = è colui che, per la sua stupidità, irrita oltre ogni limite, tanto da desiderare di prenderlo a ceffoni. L’origine è francese, infatti deriva da “n’a qu’ un oeil” che significa “vedere con un occhio solo”.
  • Si accussi’ ‘gnurante che ‘o ciuccio sape’ cunta’ meglio e te = sei cosi ignorante che l’asino conta meglio di te!;
  • ‘Ntalliato = si indica uno stato di smarrimento momentaneo, un imbambolarsi tipico della persona distratta che, nonostante gli si rivolga la parola, sembra essere mentalmente da un’altra parte;
  • ‘Nzallanuto = è una persona che sembra confusa, intontita, stordita, associato per lo più a persona anziana (per esempio: viecchio ‘nzallanuto);
  • Stuppolo = è il tappo, o stoppaccio fatto di stoppa ed anche una persona a noi non gradita per le sue intemperanze;
  • Loffa = si tratta di una parola di origine onomatopeica cioè fa parte di quei vocaboli il cui suono imita esattamente, o quasi, la cosa che rappresenta. Come saprete con ‘loffa’ si indica il peto non rumoroso, ma puzzolente. Si può altresì indicare una donna volgare in termine dispregiativo;
  • Ti a senti’ na messa a panza all’aria = devi morire;
  • Chiattillo = è la classica piattola, il piattolone che si attacca addosso e produce fastidiosi pruriti. Si indica, in ambito scolastico, il secchione che vuole assolutamente partecipare alle lezioni anche nel caso in cui l’istituto scolastico vada deserto. Deriva dal latino Plattillum dalla forma appiattita del corpo del chiattillo;
  • Ce sta chiu’ gente da mammeta che ‘a posta a ritira’ ‘a penzione = c’è più gente in camera di tua madre, che alla posta a ritirare la pensione;
  • Soreta è na grande artista, ce piac’n e schizzi = tua sorella è una grande artista: le piacciono gli schizzi;
  • Sicchio e lota = secchio di merda;
  • Rattus = uomo che guarda ossessivamente qualsiasi donna gli passi davanti con fare malizioso;
  • Fareniello = persona smanciosa oltre ogni limite di decenza, intrigante senza ritegno, cascamorto fuori misura, bellimbusto che crede, con il suo comportamento, di apparire persona spiritosa, ma risultando poi estremamente antipatica;
  • Si comme nu telegiornale senza nutizie: nu sierve! = sei come un telegiornale senza notizie: non servi!;
  • Curnut = cornuto/a;
  • Ricchion = omosessuale;
  • Sarchiapone = persona stupida/ tonta;
  • Lumèra = la lumèra indica sia la miccia che la donna volgare. Infatti per accendere un lume bisogna dar fuoco alla miccia. E basta una piccola fiammella per accenderla;
  • Tutti hanno nu late buono, girate famme vede’ = tutti hanno un lato buono… girati fammi vedere.
Comments
  1. CIAO TU CHE LEGGI I COMMENTI
    • Panda

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *