Modi di dire bolognesi

modi di dire bolognesiEcco un articolo inerente a quelli che sono i modi di dire bolognesi.

La nostra rassegna sui quelli che sono i modi di dire non termina qui: oggi, infatti, è il turno di quelli bolognesi. Abbiamo raggruppato per voi quelli più famosi ed utilizzati dalle persone del posto e non vediamo l’ora di presentarveli.

Non preoccupatevi se a leggerli non capirete nulla perché per facilitarvi nel compito abbiamo incluso accanto ad ogni frase la rispettiva traduzione in italiano.

Con la speranza di aver fatto un buon lavoro, vi lasciamo alla nostra rassegna di

 

Modi di dire bolognesi

  • I fiû di gât i ciâpn i póndg = I figli dei gatti prendono i topi. Ovvero tale il padre, tale il figlio.
  • Secånnd al frè a si fà al capózz = Secondo il frate gli si fa il cappuccio. Per campare bene bisogna sapersi adattare alle circostanze.
  • L‘à dåu tàtt §mulàdghi che, s’la córr, ai vén i nézz int i ùc’ = Frase irriguardosa riferita a una signora che non ha più i seni fiorenti.
  • Al sraggn d’invêren, al nóvvel d’estèd, l’amåur dal dòn, la caritè di frè, s al dura un åura al dura asè = Il serano d’inverno, le nuvole d’estate l’amore delle donne, la carità dei frati, se durano un’ora durano abbastanza.
  • Al n’é briîsa daggn dla sèla = Modo sofisticato per dire a qualcuno che è un somaro. La sella è per il cavallo, al somaro si mette la soma.
  • La cunpagnî di trî cunpâgn: al ciù, al cócc e al barbazàgn = Frase scherzosa per indicare tre perditempo dando loro nel contempo del barbagianni.
  • Andar giù di sparardello = Si dice di un individuo che non ha peli sulla lingua, cioè che dice tutto il “Rusco e Brusco” in faccia.
  • Babbiona: Signora molto avanti con l’età che si atteggia da giovane.
  • Braga: Di solito viene utilizzato per dire un determinato locale è frequentato esclusivamente da maschi. “In quella discoteca c’è della gran braga”.
  • Fare il proprio numero (non…) = Locuzione di rimprovero che colpisce la giovane mente bolognese fin dalla più tenera età e che lo accompagna nel corso della sua esistenza pronunciata ora dall’amico di turno ora dalla dolce consorte la quale, prontamente avvedutasi dell’imminente, ricorrente fragorosa digestione del compagno nel corso del pranzo di nozze della sorella, lo apostroferà così: “Non farai mica di nuovo il tuo numero?!”.
  • Bella vecchio! = Tipica espressione per salutare un vecchio amico o amica.
  • Bona lè! = Basta!
  • Par cgnósser un Bulgnèis, ai vól un an e un mèis; e po quand t’l’hè cgnusó, t’an al cgnóss brisa cum at cgnóss lo = Per conoscere un Bolognese, ci vuole un anno e un mese; e poi quando l’hai conosciuto, non lo conosci quanto lui conosce te.
  • Bulaggna la grasa, par chi i sta, brisa par chi i pasa = Bologna la grassa, per chi ci sta, non per chi ci passa. Adattato ad un famoso verso di un opuscolo di ignoto autore, del 1610; la seconda parte del detto è attribuita ai provinciali invidiosi.
  • Aria dla finestra. Coulp ed balaestra = Aria dalla finestra. Colpo di balestra. (Il “colpo di balestra” è il male al collo o alla schiena, tipico dei cambi di stagione).
  • A cavâl dunè, an’s’guèrda in bacca = A cavallo donato non si guarda in bocca. (Il proverbio indica che se si riceve una donazione è scortese puntualizzare sulla sua qualità).
  • As nómina al pchè, e brisa al pecatòur = Si nomina il peccato, e non il peccatore. Segnalando una mala azione, non se ne indichi il responsabile.
  • Dinànz da San Pir, dedrì da San Ptroni, ai tira un vant ch’al pèr al demoni = Davanti a San Pietro, dietro a San Petronio, tira un vento che sembra il demonio. Le due massime chiese di Bologna sorgono nei punti più ventilati della città.
  • La prémma vólta as pardanna, la secanda as bastanna = La prima volta si perdona, la seconda si bastona. Chi insiste nella colpa merita la punizione.

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