Frasi sull’Inter

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aforismi e farsi celebri sulla grande Inter dei Moratti Ritorniamo allo sport. Con le frasi sull’Inter.

La squadra meneghina (era da tempo che non usavo il termine meneghino) nata da soci dissidenti del Milan, quando il Milan aveva già vinto almeno uno scudetto.

Nel tempo l’Inter è riuscita però a scrollarsi di dosso il fatto di essere “la seconda squadra di Milano” arrivando addirittura ad essere, negli anni ’60, la prima squadra italiana a vincere per ben due volte la Coppa dei Campioni, la prima nel mitico Prater contro il Grande Real del sommo Alfredo Di Stefano.

L’Inter ha poi un’altra particolarità: è, insieme al Bologna, l’unica squadra ad aver disputato una finale scudetto, quella del 1964 che arrise ai felsinei (altro termine che non usavo da anni)
Ma adesso ecco a voi alcune delle

Frasi sull’Inter

  • Nascerà qui al ristorante L’orologio, ritrovo di artisti, e sarà per sempre una squadra di grande talento. Questa notte splendida darà i colori al nostro stemma: il nero e l’azzurro sullo sfondo d’oro delle stelle. Si chiamerà Internazionale, perché noi siamo fratelli del mondo. (Milano, 9 marzo 1908, in occasione della nascita dell’Inter)
  • Non dimenticherò mai la luce che il nostro Presidente aveva negli occhi la notte in cui vincemmo a Vienna. Se fossi un grande pittore e mi toccasse dipingere la Felicità, cercherei di riprodurre quello sguardo. (Luisito Suarez a proposito di Angelo Moratti, la notte in cui l’Inter vinse la Coppa Campioni contro il Real Madrid)
  • Quando ascolto la curva intonare “Tutti pazzi per Materazzi” mi sento felice. Felice di essere diventato interista a vita. (Marco Materazzi)
  • L’Inter è il club in cui mi è piaciuto di più stare. Nessun altro mi ha regalato la stessa felicità. L’Inter è una famiglia e io appartengo alla famiglia nerazzurra per sempre. Quando l’ho lasciata ho pianto più di una volta. Ho vissuto in un ambiente fantastico, dalla Pinetina, dove ci si allenava, a San Siro. (Josè Mourinho)
  • Tutto all’Inter è in odore di romanzesco, di eccessivamente emotivo, in un clima eccitato e ipercritico che in fondo rassomiglia poco al pragmatismo settentrionale e ha qualche cosa di intimamente meridionale. (Michele Serra)
  • Possiede la velocità di Bicicli, il palleggio di Corso, la forza di Lindskog, il dribbling di Sivori, il tiro di Altafini. (Helenio Herrera a proposito di Luisito Suarez)
  • E’ il più grande di tutti: ha la grinta e la continuità di Del Sol, l’intelligenza calcistica di Cinesinho, il talento naturale di Haller, l’intuito divino di Rivera. E’ Luisito Suarez. (Giorgio Tosatti)
  • E’ vero. L’Inter nasce da una costola del Milan: infatti noi non abbiamo mai rinnegato le nostre umili origini! (Avv.Peppino Prisco)
  • L’Inter non ha vie di mezzo: o sta sulla luna o va nel pozzo! (Giovanni Trapattoni)
  • La prima volta che ho sentito parlare dell’Inter è stato in una partita col Napoli, perché c’era Maradona e in Argentina davano tutte le partite importanti del calcio italiano. Prima ancora c’erano stati i racconti di mio padre e di mia madre, perché io abitavo vicino allo stadio del’Independiente e lì l’Inter ha giocato partite importanti. Poi, dopo un’amichevole in Sudafrica con la Nazionale, Passarella mi chiamò e mi disse che l’Inter mi aveva preso, (Javier Zanetti)
  • L’errore più grande dell’Inter. “Cedere Roberto Carlos e non comprare Platini: era già nostro”. (Avv. Peppino Prisco)
  • L’Inter è una meravigliosa capriola della vita. (Michele Serra)
  • Scegliere l’Inter è come entrare in un labirinto. Un favoloso dedalo neroazzurro, pieno di sorprese a ogni svolta. Al centro c’è l’obiettivo, il premio, la gioia che attendiamo. Il problema è: come arrivarci? (Beppe Severgnini)
  • Forse nemmeno un grande scrittore avrebbe potuto immaginare questa scena, e cioè il figlio che quarantacinque anni dopo il padre conquista la stessa Coppa, con la stessa squadra non ereditata ma testardamente ricomprata nel 1995, trentasette anni dopo l’addio del padre al club del cuore. (Fabrizio Bocca)
  • Noi interisti siamo sempre stati quelli contro: i ribelli di Guerre Stellari contro l’Impero, gli indiani contro i cowboys, i troiani contro i greci che si studiavano a scuola. Insomma, in una parola, noi siamo i buoni. (Gianluca Rossi)
  • Non posso negarne l’esistenza ma, dal punto di vista ontologico, la dicotomia è una sola: Inter-Juve. Ho scritto dicotomia, ma Inter-Juve è di più. È una contrapposizione come Hegel e Kant, Coppi e Bartali, Fellini e Visconti, Usa e Urss, Apple e Microsoft, Beatles e Rolling Stones, yin e yang, moto Bmw e moto giapponesi. Non si tratta di stabilire chi è meglio e chi è peggio (anche se io un sospetto ce l’avrei). Inter e Juve sono pianeti distanti, che entrano in contatto solo in occasione di una partita, di un’amicizia o di un matrimonio. Allora, qualcosa succede. Gli interisti sono romantici, con una punta di decadenza. Gli juventini, neoclassici. Noi siamo idealisti, loro positivisti. Gli interisti sono una nazione dolente (tre scudetti in trent’anni e un Helsingborgs quando non te l’aspetti); gli juventini credono nelle magnifiche sorti e progressive (e spesso vengono accontentati). (Beppe Servergnini)
  • Pazza Inter? Può darsi, ma finché la pazzia è questa credo sia bello essere l’Inter, una squadra capace di imprese così e di partite così intense, vibranti, come piacciono a me. (Marco Materazzi)
  • Il fascino dell’Inter è il piacere della sofferenza. (Massimo Moratti)
  • La bellezza di questa squadra è quella di avere sempre avuto nella sua storia un senso artistico da abbinare a una forza da esprimere in campo. C’è una cosa di cui vado orgoglioso: che questa società è sempre stata condotta da persone per bene. (Massimo Moratti)
  • L’Inter nella sua storia ha avuto sempre dei fuoriclasse. Mi soffermo su stranieri come Wilkes, Skoglund, Angelillo, Suarez, Karl-Heinz Rummenigge, Ronaldo… [Italiani] Io ne menzionerei due: Meazza e Corso. Poi, è chiaro che si potrebbero fare molti altri nomi, da Mazzola ad Altobelli. Ma il centenario dell’Inter li ricorderà tutti. […] Facchetti esce dal mazzo, perché ha avuto la capacità di elevarsi rispetto a tutti gli altri, prima in campo come giocatore e poi da dirigente, fino ad arrivare ad essere presidente di questa società. (Massimo Moratti)
  • Prima di morire mi faccio la tessera del Milan, così sparisce uno di loro. (Avv. Peppino Prisco)
  • Essere nerazzurri è un traguardo, un segno di eccellenza. Vi chiedo di urlare forza Inter con passione, ma senza rabbia. (Giacinto Facchetti)

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