Frasi senza senso

Ecco a voi una lista di frasi senza senso.

Avete mai sentito parlare di nonsense o, per meglio dire, frasi senza senso? Quante volte vi sarà capitato, nel bel mezzo di un discorso, di fare strafalcioni ed emettere delle frasi che, di fondo, non avevano senso? Anche a chi conosce benissimo la propria lingua capita, è un meccanismo che a volte non possiamo controllare, ma proprio per questo è divertente e quasi sempre a delle frasi senza senso seguono delle grosse risate!

Abbiamo preparato per voi una lista di frasi senza senso da proporre ad amici e parenti, leggendo loro queste frasi con aria seriosa, potete stare certi che andranno in crisi, nel tentativo di capire cosa state dicendo. Le seguenti frasi nonsense, appunto, un senso non ce l’hanno, ma il bello sta proprio nel fatto che chi vi ascolterà si applicherà per cercare di capirne qualcosa. Pronti? Ve le presentiamo! Ecco a voi la nostra raccolta di

Frasi senza senso

  • Questo non è un nonsense, perché un nonsense non è quello che è: è quello che è che è un nonsense. Se non hai capito questa frase vuol dire che puzzi.
  • L’albero di aranci mi ha detto che il vento che gli gira per la testa stasera andrà a prendersi un caffè insieme al figlio del cuscino a forma di busta di latte che si trova sul mio letto.
  • Ieri mia nonna mi ha regalato un brufolo che si occupa di vestirmi prima che vada a scuola in mutande.
  • Ho incontrato una banana che faceva brum brum a cavallo di una signora che andava a fuoco sul ciglio delle strada bagnato dalla pioggia che era appena caduta dalle scale.
  • Io so che non è così che va il mondo, va a retromarcia facendo surf sulla via lattea. Lì ci sono i diamanti e voi volete farmi credere che sia solo luce di migliaia di anni fa?
  • Un mobile affamato sbatte un germe correndo per andare in discoteca a far saltare in aria i fili d’erba del tappeto di una lastra di idee, mentre un Krumiro rincorre un lampadario invisibile che vede il gusto chiaro del movimento femminista.
  • Quando trovi una moneta, non raccontarlo ad un porcospino.
  • Il canto delle sirene dell’ambulanza spinse Ulisse a buttarsi giù, ma gli amici infermieri lo trattennero.
  • Non saprei cosa cucinare perché il lavandino ha superato i novanta ieri sulla pentola di mio zio che ha un cappello molto veloce e si arrabbia sempre perché non mangia pezzi di carta.
  • L’uomo non sa di essere se stesso dopo aver saputo che 5 minuti fa ha saputo di sapere che ha bevuto una Coca Cola Light.
  • Con le tende sbarazzine la lampada che cancella il passato e i denti che strisciano nel fango.
  • Non si può cavare il riccio della condivisione per trovare il coraggio di pensare che, senza riuscirci bene, si riparta dai vicini (aldilà dei giudizio assolutamente normale) che si conosce, e come sottolineato da questi problemi di influenza, non si può certamente discutere.
  • Oh, Mariella, poca di donna fede!
  • Edward ha fatto una gran schiacciata nonostante stia andando sul motociclo e stia bevendo una tazza di caffè.
  • La tarantola vola per scongiurare il micio che tortura i fili di cotone, mentre mangia tavoli bollenti che rotolano restando in crociera ruttando gentilmente e saluta le trote marchigiane di fine rovere mantecato, torna senza stallo e crocifigge il testamento raspando tra la frivolezza del gatto.
  • Niente non è niente , niente è qualcosa perché se niente è qualcosa,niente è qualcosa che prima c’era quindi qualcosa è niente.
  • Allora un bar entra in un cavallo… perché quel muso lungo?
  • Ma se noi droghiamo una capra malata di matite avariate dopo che ha bevuto candeggina per ferri da stiro e ha bagnato tutti i fogli sulle nuvole di cappuccetto rosso allora solo in quel momento o prima o domani possiamo pensare di uccidere la principessa sul pisello che si è addormentata facendo la sauna dentro il microonde della mamma di mia nonna dando luogo a concetti superiori alla mentalità della capra ed ecco che la regina si mangia la mela che Biancaneve aveva avvelenato saltando sui fogli bagnati di candeggina della capra. Così la regina si era trasformata in una capra ed è morta mangiando le melanzane ai ferri fatte con l’acetone e la salsa di capelli e poi ha chiamato alla lavatrice sua zia per dirle che la cresima la faceva Lunedì.
  • C’è qualquadra che non cosa.
  • Spuntano dal mare aghi di sale e di pepe, io mi metto a mangiare e un uccello mi chiede di sposarlo.
  • Un fifone rientra a vivere lontano, ma tra trote e maiali vide che un giorno la vita che canta ma non piange da coccinella sperduta.
  • Voglio la cioccolata panna con calda.
  • Ho i gironi tutti cogliati.
  • Per ore le porte hanno continuato a cantare la stessa cantilena grottesca mentre il fumo di sigaretta cadeva inesorabilmente nel caleidoscopio distratto.
  • Era più di un tavolo l’otaria, perché dovunque manca il madrileno tirerò a mandare il Lussemburgo mangiato dalle tarme.
  • Non tirare le zampe ad una rana se non vuoi che la lattuga sia bianca.
  • Senza la chiave noi non apriamo quel che si apre con la chiave che lo apre e a che scopo scoprire qualcosa che rimarrebbe comunque chiuso, noi non avendo la suddetta chiave che lo aprirebbe avendola?
  • Quindi Sole resta qui ma nega alla polvere vera di fingere di essere un elefante rosa che scricchiola al passare delle gocciole.
  • Ho ricevuto candele al minestrone per lavaggi a mano, così mi vestirò di rosso erba aspettando il coniglio dell’orsa polare in una notte di rugiada bollente.
  • La ferma canta dietro al tavolo d’arrosto ma senza bere lasagne corte davvero, per trovare il collegamento e rovinare un pallone che rode la ruspa del mentecatto giocoliere vicino al Sole del tempo che Rovigo non dispera lontano dal tempo delle mele come bestie lontanamente sue dal tempo remoto e giammai torto trotterellando.

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