Frasi di Giulio Andreotti

Ecco a voi una lista di frasi di Giulio Andreotti.

Giulio Andreotti è stato, ed è tutt’ora riconosciuto, come una delle figure politiche italiane più in vista nella storia italiana. Oltre ad essere stato un politico, è stato anche scrittore e giornalista, ma soprattutto è considerato il politico con il maggior numero di incarichi governativi nella storia della repubblica italiana. Una persona di grande cultura in diversi ambiti e personalità particolarmente umile, Giulio Andreotti ha conquistato la simpatia di tutti. Giunto quasi al secolo di età, ci ha lasciato qualche anno fa, ma la sua persona vive ancora in diversi trattati e libri che Giulio ha scritto in tutta la sua carriera e vita.

Alcune delle sue citazioni, quelle più significative, sono raggruppate nella lista che segue e spaziano in diversi campi, mostrandoci così la personalità poliedrica del nostro caro Giulio Andreotti. Vi presentiamo la nostra raccolta di

Frasi di Giulio Andreotti

  • A parte le guerre puniche, mi viene attribuito veramente di tutto.
  • Il sessantotto italiano, anche se con molte specificità, non esce del tutto dal quadro dell’onda lunga venuta dalla California e dal munizionamento maoista. L’abbandono comunista, dopo ventinove anni, dell’opposizione al governo aggregò fasce di antidemocristiani inguaribili, d’oltranzisti di sinistra e di borghesi a disagio; dando sostegno a posizioni fino a poco prima non immaginabili. La via rivoluzionaria al potere, il cui asfalto si era logorato tra compromessi storici e realismo di posizioni, riprese un vigore improvviso con il sostegno per così dire culturale di varia estrazione. Non esclusa quella di cattolici che si liberavano, ad esempio nel Veneto, da un tradizionalismo che continuava pigramente a vivere.
  • Di feste in mio onore ne riparleremo quando compirò cent’anni.
  • La cattiveria dei buoni è pericolosissima. Gli altri la distribuiscono in dosi giornaliere, mentre chi la concentra ne fa strumenti esplosivi.
  • Organizzandosi, il tempo lo si trova sempre.
  • In politica i tempi del sole e della pioggia sono rapidamente cangianti.
  • Di Francesco Grisi critici esperti ricorderanno e valuteranno l’opera letteraria. Per me resterà un esempio di autentica libertà culturale e di assoluto disinteresse. Quando molti uomini di lettere, di scienza e delle arti si affannavano a firmare manifesti, appelli e proteste, ben oltre le proprie convinzioni personali, per assecondare le punte di una moda vociferante, Francesco si prodigò nella attivazione di un sindacato di liberi scrittori, orgogliosi di non appartenere a “giri” compiacenti. Fu una iniziativa coraggiosa ed esemplare.
  • Molti giovani universitari italiani sono come un fiume in perenne piena. Sono sempre fuori corso.
  • Cosa vorrei sulla mia epigrafe? Data di nascita, data di morte. Punto. Le parole delle epigrafi sono tutte uguali. A leggerle uno si chiede: ma scusate, se sono tutti buoni, dov’è il cimitero dei cattivi?
  • Non basta avere ragione: bisogna avere anche qualcuno che te la dia.
  • Sono di media statura, ma non vedo giganti attorno a me.
  • Se fossi nato in un campo profughi del Libano, forse sarei diventato anch’io un terrorista.
  • Nella radicale polemica contro le tesi di Rousseau – autore di una sconvolgente introduzione di errori – de Maistre non risparmia colpi. Dalla convinzione che il suo avversario rimproverasse ogni giorno il Signore per non averlo fatto nascere nobile e duca lo bolla aspramente chiamandolo più volte plebeo. Ispirarsi oggi a Rousseau può non essere culturalmente – per tanti versi – molto illuminante. Ma nella rigidità del modello di de Maistre proprio non trovo spunti di approvazione. Né mi sembra entusiasmante quello che scrive sulla possibilità teorica di uccidere il tiranno, il quale per il resto è intoccabile totalmente super leges
  • (Sul tema della morte) Non sono pronto. Spero di morire il più tardi possibile. Ma se dovessi morire tra un minuto so che nell’aldilà non sarei chiamato a rispondere né di Pecorelli, né della mafia. Di altre cose sì. Ma su questo ho le carte in regola.
  • Vi è un genere pericoloso di numismatici: i collezionisti di moneta corrente.
  • Penso che Craxi abbia legittimamente nel suo zaino un’immagine di Mitterand e di tanto in tanto la guardi con nostalgia e speranza.
  • Io credo che bisogna star molto attenti sia nel considerare le persone dei santi, e questo lo vedremo nell’altro mondo, sia quando si cerca di dare ad un piccolo gruppo la coda dei diavoletti, senza mai vedere veramente se poi lo sono davvero. Io, certamente, se le persone con cui lavoro non fanno il loro dovere, non mantengo i rapporti, ma non sono, però, così supponente da sentenziare: bah, siccome è uno di cui si dice male, devo prendere le distanze. Questo non mi pare giusto.
  • La lealtà è molto importante, perché quando si sa che di uno ci si può fidare, allora si ha un legame straordinariamente fecondo.
  • Vorrei campare per vedere anche la beatificazione di Madre Teresa di Calcutta: a differenza di Padre Pio ho avuto il piacere di conoscerla in vita.
  • Pio IX ha un’impostazione culturale tutta in difesa: vive ancora sotto l’attacco della Rivoluzione francese nel senso ampio dell’espressione e della carboneria che nel suo statuto si prefigge lo scopo, testuale, di “distruggere il cattolicesimo”. Ha bisogno di serrare le file. Oggi il tutto anacronistico, con un Papa che ammette la possibilità di cambiare religione se la persona ritiene giusto farlo.
  • Ho visto nascere la Prima Repubblica, e forse anche la Seconda. Mi auguro di vedere la Terza.
  • Chi non vuol far sapere una cosa, in fondo non deve confessarla neanche a se stesso, perché non bisogna mai lasciare tracce.
  • Considero il sopravvivere una grazia di Dio.
  • Nessuna regola è infallibile. Ci sono solo errori da non commettere.
  • Austerità: costume di parsimonia nel comportamento e nell’utilizzo dei beni; tanto più meritevole se non imposta e strettamente necessaria.
  • A pensar male degli altri si fa peccato ma spesso ci si indovina.
  • L’umiltà è una virtù stupenda. Ma non quando si esercita nella dichiarazione dei redditi.
  • Il potere logora chi non ce l’ha.
  • Le prediche agli amici si fanno all’orecchio, non ad alta voce. Quelle ad alta voce sono inutili.
  • In Italia vi è un’onda di corsi e ricorsi che fa passare l’opinione pubblica media, e talvolta anche quella di cospicue personalità politiche, da una autarchia avvilente e incostruttiva a una vera e propria soggiacenza alle altrui esperienze e fenomenologie.
  • Clericalismo: la confusione abituale tra quel che è di Cesare e quel che è di Dio.
  • I pazzi si distinguono in due tipi: quelli che credono di essere Napoleone e quelli che credono di risanare le Ferrovie dello Stato.
  • Perché la stupenda frase «la giustizia è uguale per tutti» è scritta alle spalle e non davanti ai magistrati?
  • Io distinguerei i morali dai moralisti, perché molti di coloro che parlano di etica, a forza di discutere non hanno poi il tempo di praticarla.
  • Meglio tirare a campare che tirare le cuoia.

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