Frasi e aforismi di Nietzsche

frasi e aforismi di Nietzsche, il grande filosofo tedesco E arriviamo oggi a parlare delle frasi e degli aforismi di Nietzsche.

Il grande filosofo tedesco, ancorché controverso, suscita un innegabile fascino. In molti hanno visto in lui un antesignano delle teorie ariane.

Niente di più falso, il Superuomo di Nietzsche è qualcosa di ben diverso dall’ideale ariano del nazismo, lo possiamo dedurre anche dalle seguenti frasi e aforismi di Nietzsche

C’è stato anche chi ha voluto, viceversa, associare Nietzsche al comunismo.

Anche qui siamo fuori strada, ma bastano queste poche parole per dare la misura della grandezza del filosofo. Che ha lasciato non poche citazioni degne di essere lette e ricordate.

Il consiglio, naturalmente, è sempre lo stesso: la lista che trovate sotto comprende alcune frasi e aforismi di Nietzsche, ma ricordatevi sempre di memorizzare e condividere su Facebook, Twitter, Whatsapp e altri social, le frasi e aforismi di Nietzsche nelle quali vi imbattete.
Ecco a voi le nostre

Frasi e aforismi di Nietzsche

  • È noto che certi uomini, nell’attimo di un pericolo eccezionale, o soprattutto nel prendere un’importante decisione sulla propria vita, condensano tutto il vissuto in una visione infinitamente accelerata e tornano a conoscere, con acutezza davvero rara, tanto le cose prossime come le più lontane.
  • Con un talento in più si è spesso più insicuri che con uno in meno: come il tavolo sta meglio su tre che su quattro gambe.
  • Io amo i coraggiosi: ma non basta essere bravi guerrieri, si deve anche sapere chi colpire. E spesso c’è maggior coraggio nel trattenersi e passare oltre: per risparmiarsi e colpire il nemico più degno.
  • La fede nella verità comincia con il dubbio in tutte le «verità» credute sino a quel momento.
  • In arte il fine non santifica i mezzi: ma i mezzi santi possono santificare il fine.
  • Il sognatore rinnega la verità di fronte a sé, il bugiardo solo davanti agli altri.
  • Diffidate di tutti coloro nei quali è forte l’istinto di punire!
  • Così mi disse una volta il diavolo: “Anche Dio ha il suo inferno: è il suo amore per gli uomini.”
  • I medici più pericolosi sono quelli che, da attori nati, imitano con perfetta arte di illusione il medico nato.
  • In realtà fra la religione e la vera scienza non esiste parentele, né amicizia e neanche inimicizia: esse vivono su pianeti diversi.
  • L’autore migliore sarà quello che si vergognerà di diventare scrittore.
  • Le rare persone che giungono davvero all’ingenuità, come Goethe e Wagner, l’acquisiscono più facilmente nell’età matura che nella fanciullezza o nella giovinezza
  • I seguaci di un grand’uomo sono soliti accecarsi per meglio cantarne le lodi.
  • Una volta lo spirito era Dio, poi si fece uomo, e adesso sta diventando plebe.
  • Il Sigfrido dell’Anello del Nibelungo, quel modello straordinariamente vigoroso di giovane, poteva essere creato soltanto da un uomo e, in verità, da un uomo che avesse trovato nella maturità la propria giovinezza. E come la giovinezza, anche l’età virile giunse tardi per Wagner: su questo egli è davvero l’opposto di una natura precoce.
  • Una vita libera è ancora aperta alle anime grandi. Chi poco possiede tanto meno è posseduto: sia lodata la piccola povertà.
  • Il vantaggio della cattiva memoria è che si godono più volte le stesse buone cose per la prima volta.
  • Le convinzioni sono nemiche della verità più pericolose delle menzogne
  • Si deve possedere una buona memoria per poter mantenere le promesse fatte.
  • Il rimorso è, come un morso di un cane a una pietra, una sciocchezza.
  • Intemperanza nella vendetta. – Uomini grossolani che si ritengono offesi sono soliti sopravvalutare il più possibile l’entità dell’offesa, e ne raccontano la causa in termini di forte esagerazione, solo per potersi meglio avvoltolare nel sentimento di odio e di vendetta una volta destato.
  • Tutte le azioni «cattive» sono motivate dall’istinto di conservazione o, ancor più esattamente, dal desiderio dell’individuo di cercare il piacere e fuggire il dolore: così motivate, però, esse non sono cattive.
  • È prerogativa della grandezza rendere molto felici con piccoli doni.
  • Nella prima èra dell’umanità superiore il valore è considerato la più bella delle virtù, nella seconda la giustizia, nella terza la moderazione, nella quarta la saggezza. In quale èra viviamo noi? In quale vivi tu?
  • Non esiste alcuna armonia prestabilita tra il favorire la verità e il bene dell’umanità.
  • Assai di rado fu reso a qualcuno tanto difficile trovare le vie d’accesso alle scienze e alle tecniche, e spesso egli dovette improvvisare queste vie d’accesso. Il riformatore del dramma semplice, lo scopritore della posizione dell’arte nella vera società umana, il poetico chiarificatore delle passate visioni della vita, il filosofo, lo storico, lo studioso di estetica e critico Wagner, il maestro del linguaggio, lo studioso e il poeta dei miti, colui che per primo circoscrisse la magnifica, enorme struttura primordiale e vi impresse sopra le tracce del suo spirito: quale abbondanza di saperi dovette riunire ed abbracciare per divenire tutto questo!
  • Il cristianesimo ha fatto di tutto per chiudere il circolo, e ha dichiarato che già il dubbio è peccato.
  • Wagner è in massima misura filosofo là dove più è energico ed eroico. E appunto come filosofo egli non si limitò ad attraversare il fuoco di diversi sistemi filosofici senza intimorirsene, ma attraversò anche i vapori del sapere e dell’erudizione mantenendosi sempre fedele al suo io più elevato, che gli chiedeva “azioni comprensive della natura polifona” e gli imponeva di soffrire e di imparare per poter compiere quelle azioni.
  • Non si può essere felici finché intorno a noi tutti soffrono e si infliggono sofferenze; non si può essere morali fintantoché il procedere delle cose umane viene deciso da violenza, inganno e ingiustizia; non si può neppure essere saggi fintantoché l’umanità non si sia impegnata nella gara della saggezza e non introduca l’uomo alla vita e al sapere del più saggio dei modi.
  • Nell’amore c’è sempre un po’ di follia. Ma nella follia c’è sempre un po’ di saggezza.
  • Un Dio che è onnisciente e onnipotente, e che non provvede neppure a che la sua intenzione venga compresa dalle sue creature, dovrebbe essere un Dio di bontà?
  • Chi scrive in sangue e sentenze, non vuol essere letto ma imparato a mente.
  • Oggi nessuno muore di verità mortali: ci sono troppi antidoti.
  • Nell’economia spirituale dei nostri uomini di cultura, l’arte viene considerata oggi un bisogno del tutto falso o indegno e degradante, un nulla o un cattivo qualcosa.
  • Tutte le azioni sono essenzialmente ignote
  • La decisione del cristiano di trovare brutto e malvagio il mondo ha reso il mondo brutto e malvagio.

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