Frasi di John Lennon

alcune delle più belle frasi del beatles John Lennon, l'uomo di Imagine, la canzone del secolo Le frasi di John Lennon hanno contribuito a cambiare la musica, e, caso più unico che raro, negli anni ’60 più che mai la musica contribuì, più della politica e dei movimenti per i diritti civili, a rivoltare quel mondo come un calzino.

Siamo figli del mondo che la canzone Imagine, la canzone del secolo ha vagheggiato.

Chissà come la penserebbe oggi, se sarebbe contento o meno di sapere che la musica, più ancora della politica, ha avvicinato le persone e fatto crollare dei muri, come quello di Berlino, giusto per dirne uno, ma non è il solo, né sarà l’ultimo.

Ma adesso vorrei cantare, ma devo farvi leggere (meglio per voi stante la mia ugola non proprio udibile) alcune delle

Frasi di John Lennon

  • Quando avevo 5 anni, mia madre mi ripeteva sempre che la felicità è la chiave della vita. Quando andai a scuola, mi chiesero cosa volessi essere da grande. Scrissi “felice”. Mi dissero che non avevo capito il compito, ed io dissi loro che non avevano capito la vita.
  • La donna è la schiava degli schiavi. La costringiamo a truccarsi la faccia e ballare. La insultiamo ogni giorno in televisione. E poi ci chiediamo perché non ha più coraggio o sicurezza.
  • Combattere per la pace è come fare sesso per la verginità
  • Non abbiate paura di avere paura. Sì, spesso ho paura e non ho paura di avere paura, e non è affatto spaventoso.
  • Parte di me sospetta che io sia un perdente, l’altra parte pensa che sono Dio Onnipotente.
  • Diamo alla pace una possibilità, non spariamo alla gente in nome della pace.
  • A Mimi [la zia] dicevo sempre: “Hai buttato via tutte le mie poesie e te ne pentirai quando sarò famoso”. Non le perdonavo il fatto che non mi trattasse come un fottuto genio.
  • Non c’è nulla che tu possa fare che non sia possibile fare. Non c’è nulla che tu possa cantare che non sia possibile cantare.
  • A Parigi i colloqui sulla pace in Vietnam non sono riusciti a procedere oltre la decisione della forma del tavolo attorno al quale dovranno sedersi i delegati. E questi colloqui sono andati avanti per mesi. Noi, standocene una settimana nel letto, abbiamo ottenuto molto di più… Una vecchia signora di Wigam, o di Hull, ha scritto al “Daily Mirror” per chiedere se potevano mettere più spesso prima pagina Yoko e me, perché, così ha detto, erano secoli che non si faceva una risata così piacevole. Eccezionale! È proprio questo che volevamo. Voglio dire, è davvero un mondo divertente se due persone che passano in un letto la loro luna di miele riescono a monopolizzare le prime pagine di tutti i giornali per un’intera settimana. Mi andrebbe benissimo di morire come il pagliaccio del mondo. Non sono in cerca di epitaffi.
  • Gli anni sessanta hanno assistito a una rivoluzione tra i giovani, che non si è limitata solo ad alcuni piccoli segmenti o classi, ma che ha coinvolto l’intero modo di pensare. Toccò prima ai giovani, poi la generazione successiva. I Beatles furono parte di questa rivoluzione, che in realtà è un’evoluzione ancora in atto. Eravamo tutti nella stessa barca: una barca che andava alla scoperta del Nuovo Mondo. I Beatles erano di vedetta.
  • Il rock’n’roll era reale. Tutto il resto era irreale. Quando avevo quindici anni era l’unica cosa, tra tutte, che potesse arrivare a me.
  • Il dolore più grande è non essere desiderati, renderti conto che i tuoi genitori non hanno bisogno di te quando tu hai bisogno di loro. Quando ero bambino ho vissuto momenti in cui non volevo vedere la bruttezza, non volevo vedere di non essere voluto. Questa mancanza di amore è entrata nei miei occhi e nella mia mente. Non sono mai stato veramente desiderato. L’unico motivo per cui sono diventato una star è la mia repressione. Nulla mi avrebbe portato a questo se fossi stato “normale”.
  • Julian fu un figlio non previsto. Che venne fuori da una bottiglia di whisky.
  • Marciare andava bene per gli anni Trenta. Oggi bisogna usare metodi diversi. Tutto ruota a una sola cosa: vendere, vendere, vendere. Se vuoi promuovere la pace, devi venderla come se fosse sapone. I media ci sbattono continuamente la guerra in faccia: non soltanto nelle notizie ma anche nei vecchi film di John Wayne e in qualsiasi altro dannato film; sempre e continuamente guerra, guerra, guerra, uccidere uccidere, uccidere. Così ci siamo detti “Mettiamo in prima pagina un po’ di pace, pace, pace, tanto per cambiare”… Per ragioni note soltanto a loro, i media riportano quello che dico. E ora sto dicendo “Pace”.
  • Non sono contro Dio, contro Cristo o contro la religione. Non avevo alcuna intenzione di criticarla. Non ho affatto detto che noi eravamo migliori o più famosi … e non ho paragonato noi a Gesù Cristo come persona o a Dio come entità o qualsiasi altra cosa esso sia […] Ho detto che avevamo più influenza sui ragazzi di qualsiasi altra cosa, compreso Gesù […] Se avessi detto che la televisione era più popolare di Gesù probabilmente l’avrei passata liscia. Le mie opinioni sul cristianesimo derivano da ciò che di esso ho letto e osservato coi miei occhi, e da quello che è stato e potrebbe essere. Dico semplicemente che mi sembra che stia perdendo terreno e contatto … La gente pensa che io sia contro la religione, ma non è così. Sono una persona molto religiosa…
  • .La musica è di tutti. Solo gli editori pensano che appartenga a loro.
  • Se l’arte servisse a redimere l’uomo, lo potrebbe fare solo riscattandolo dalle responsabilità della vita, restituendogli un’inaspettata fanciullezza.
  •  [Parlando di Something, una canzone di George Harrison inclusa nell’album Abbey Road, 1969] Penso davvero che sia il pezzo migliore dell’album.
  • Quando ero un Beatle, pensavo che fossimo il miglior gruppo in questo dannato mondo. E crederci ci ha resi quello che eravamo! Io sono cresciuto. Non credo più alle figure paterne, come Dio, Kennedy o Hitler. Non sono più alla ricerca di un guru. Non sto più cercando niente. Non c’è ricerca, non c’è una strada da imboccare, non c’è niente. Le cose stanno così. Probabilmente continueremo a scrivere musica per sempre
  • Preferisco le idee agli ideali.
  • Quando ero un Beatle, pensavo che fossimo il miglior gruppo in questo dannato mondo. E crederci ci ha resi quello che eravamo! Io sono cresciuto. Non credo più alle figure paterne, come Dio, Kennedy o Hitler. Non sono più alla ricerca di un guru. Non sto più cercando niente. Non c’è ricerca, non c’è una strada da imboccare, non c’è niente. Le cose stanno così. Probabilmente continueremo a scrivere musica per sempre.
  • La realtà toglie molto all’immaginazione.
  • Non ho intenzione di sacrificare il vero amore per nessuna fottuta puttana, amici o affari perché alla fine, la notte, sei solo.
  • Molti di coloro che si sono lamentati perché avevamo ricevuto l’MBE l’avevano a loro volta ricevuta per atti di eroismo in guerra, cioè per aver ucciso della gente. Noi abbiamo ricevuto quest’onorificenza perché abbiamo divertito della gente. Direi che noi ce la siamo meritata di più, non vi pare?
  • Se i Beatles o gli anni Sessanta hanno avuto un messaggio, era questo: impara a nuotare. Punto. E una volta che hai imparato, mettiti a nuotare. La gente che è rimasta ancorata ai Beatles e al sogno degli anni Sessanta ha perso di vista l’orizzonte non appena i Beatles e gli anni Sessanta sono diventati l’orizzonte. Portarseli dietro tutta la vita sarebbe come portarsi dietro Glenn Miller e la seconda guerra mondiale. Con questo non voglio dire che non si possano ascoltare con piacere Glenn Miller o i Beatles, ma vivere dentro quel sogno significa scegliere la via del tramonto.
  • Se l’arte servisse a redimere l’uomo, lo potrebbe fare solo riscattandolo dalle responsabilità della vita, restituendogli un’inaspettata fanciullezza.
  • Tutti ti amano quando sei due metri sotto terra.
  • L’amore è una promessa, l’amore è un ricordo, una volta donato non può essere dimenticato, non può mai scomparire.
  • Siamo [i Beatles] più popolari di Gesù Cristo adesso. Non so chi morirà per primo. Il Rock and Roll o il Cristianesimo.
  • Viviamo in un mondo in cui ci nascondiamo per fare l’amore, mentre la violenza e l’odio si diffondono alla luce del Sole.
  • La cosa più difficile è fare i conti con se stesso. È più facile gridare “rivoluzione” e “potere al popolo” che guardarsi dentro e scoprire cosa c’è di vero e cosa c’è di falso…questa è la cosa difficile.
  • Chiunque può avere successo. Se continui a ripeterlo un bel po’ di volte puoi averlo anche tu.La gente trascorre molto tempo a cercare di essere qualcun altro, credo che questo scateni malattie terribili.
  • La vita è ciò che ti accade quando sei tutto intento a fare altri piani.
  • Non hai bisogno di nessuno per dirti chi sei o quello che sei. Sei quello che sei!
  • Anche tu dovresti stancarti combattendo per la pace, oppure morire.
  • Credo in tutto finche’ non è provato il contrario.
  • Tutto è possibile, nulla è reale.
  • Pensavo davvero che l’amore ci avrebbe salvati tutti.
  • Il dolore più grande è non essere desiderati, renderti conto che i tuoi genitori non hanno bisogno di te quando tu hai bisogno di loro. Quando ero bambino ho vissuto momenti in cui non volevo vedere la bruttezza, non volevo vedere di non essere voluto. Questa mancanza di amore è entrata nei miei occhi e nella mia mente. Non sono mai stato veramente desiderato. L’unico motivo per cui sono diventato una star è la mia repressione. Nulla mi avrebbe portato a questo se fossi stato “normale”.
  • Vogliamo che Cristo vinca. Stiamo cercando di rendere contemporaneo il messaggio di Cristo. Cosa avrebbe fatto Lui se avesse avuto a disposizione pubblicità, dischi, film, televisione e giornali? Per diffondere il suo messaggio Cristo fece dei miracoli. Ebbene, il miracolo di oggi sono i mezzi di comunicazione; quindi mettiamoci a usarli.
  • Ero un grande ammiratore di John. Ho avuto sempre la sensazione che avesse un grande cuore e che non fosse cinico come si pensava. Aveva il cuore più grande di tutti ed era il più svelto. Era dentro e fuori. Mentre noi stavamo ancora entrando, lui era già fuori e proseguiva. (Ringo Starr)
  • Non ho mai detto di essere un’anima pura. Non ho mai sostenuto di avere delle risposte di vita. Non posso soddisfare le aspettative che le persone nutrono in me, perché sono illusorie.
  • Se i Beatles o gli anni Sessanta hanno avuto un messaggio, era questo: impara a nuotare. Punto. E una volta che hai imparato, mettiti a nuotare. La gente che è rimasta ancorata ai Beatles e al sogno degli anni Sessanta ha perso di vista l’orizzonte non appena i Beatles e gli anni Sessanta sono diventati l’orizzonte. Portarseli dietro tutta la vita sarebbe come portarsi dietro Glenn Miller e la seconda guerra mondiale. Con questo non voglio dire che non si possano ascoltare con piacere Glenn Miller o i Beatles, ma vivere dentro quel sogno significa scegliere la via del tramonto.
  • John Lennon è il mio idolo da quando sono nato, ma per quanto riguarda la rivoluzione ha torto marcio. (Kurt Cobain)
  • Non sono come John Lennon, che credeva di essere l’Onnipotente. Penso solo di essere John Lennon. (Noel Gallagher)
  • Quando penso a John, vedo un artista integro, che non si sarebbe mai svenduto all’industria. Ha dato voce alla musica più vera, era un musicista completo. Quando penso a lui, vedo molta storia, molta forza e molta integrità. (Flea)
  • Quando ero più giovane, mi piaceva pensare che il mondo fosse ai miei piedi, che mi dovesse qualcosa. Quando sei giovane, è così che la vedi.
  • Uno dei miei più bei ricordi di John è quando ci mettevamo a litigare: io non ero d’accordo con lui su qualcosa e finivamo per insultarci a vicenda. Passavano un paio di secondi e poi lui sollevava un po’ gli occhiali e diceva “è solo che sono fatto così…”. Per me quello era il vero John. In quei rari momenti lo vedevo senza la sua facciata, quell’armatura che io amavo così tanto, esattamente come tutti gli altri. Era un’armatura splendida; ma era davvero straordinario quando sollevava la visiera e lasciava intravedere quel John Lennon che aveva paura di rivelare al mondo. (Paul McCartney)

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