Frasi e aforismi sulla depressione

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frasi e aforismi sulla depressioneIn questo articolo troverete frasi e aforismi sulla depressione.

La depressione non rappresenta solamente uno stato momentaneo di malinconia o tristezza, ma è una vera e propria patologia della quale la maggior parte delle persone soffre.

Si può cadere in depressione per diversi motivi: per la perdita del lavoro, per la perdita di una persona cara, per la fine di un amore o anche di un’amicizia, per un evento nefasto e via dicendo. Non tutti, purtroppo, riescono ad uscirne facilmente: spesso e volentieri è necessario sottoporsi alle cure di uno psicologo, o di uno psicanalista, o addirittura prendere farmaci anti-depressivi.

Nell’articolo di oggi andremo ad elencarvi alcune frasi ed alcuni aforismi che parleranno proprio di questo diffusissimo disturbo dell’umore.

Vi presentiamo dunque la nostra raccolta di

Frasi e aforismi sulla depressione

  • La depressione può uccidere, sia chi ne soffre, sia chi gli sta accanto. Ma per chi trova la forza e la capacità di scendere all’inferno e guardare in faccia il “male oscuro”, di sciogliere con pazienza ed intelligenza tutti i nodi della sua psiche, di affrontare con tenacia i fallimenti, il premio è l’acquisizione di una nuova consapevolezza. La lotta alla depressione è una gloriosa lotta di liberazione di se stessi e delle proprie potenzialità, un meraviglioso, seppur doloroso, viaggio nella propria interiorità alla scoperta del proprio valore e della propria forza.
  • Quando alla terapia farmacologica verrà affiancata anche quella di carattere umano, i depressi potranno dare ancora un senso alla propria esistenza.
  • La depressione è un male di vivere talmente penetrante che il pensiero della morte diventa un balsamo, una consolazione.
  • Forse tu non conosci la depressione. E la grande sofferenza, la fatica di vivere ogni giorno, avere sensi di colpa, rimpianti e angosce che risalgono a tempi lontani vissuti con il padre e la madre. La vita perde il suo colore, si è incapaci di provare piacere e gioia per qualsiasi evento. Il tempo sembra essersi fermato. Si guardano le persone care con la sensazione di non provare nessuna emozione: il calore dei sentimenti non riesce a passare la cortina di gelo che ci isola. Quando siamo in questo stato perdiamo gli amici e anche l’amore perché non siamo in grado di donare più nulla di buono. Non si ha il senso del futuro, tutto è legato al presente carico di noia e interminabile.
  • Il depresso è uno che non riuscendo a porre freno alla propria infelicità ne rimane a lungo sopraffatto.
  • La nostra società detta dei consumi è il più grande depressivo che esista. Robot, non ce ne rendiamo sempre conto. Non ne abbiamo il tempo.
  • Pur essendo fondamentalmente un ottimista, ho anch’io i miei momenti di depressione. Ma durano poco. Il tempo d’ingoiare tre tubetti di sonnifero.
  • Non viene a caso la depressione: è l’inevitabile conseguenza di spaventi, paure, angosce che risalgono all’età della formazione. Sono lividi sull’anima che rimarranno per sempre.
  • Anche un po’ di depressione è troppo.
  • La depressione indica che in te, da qualche parte, c’è rabbia in uno stato negativo. La depressione è lo stato negativo della rabbia; il termine stesso è eloquente: dice che c’è qualcosa di compresso, è questo il significato di depresso. Stai comprimendo qualcosa dentro di te e, quando la rabbia è troppo repressa, diventa tristezza: la tristezza è un modo negativo di essere arrabbiati.
  • Depressione. Particolare condizione di spirito provocata da una barzelletta sul giornale, uno spettacolo comico o la contemplazione del successo altrui.
  • Molte persone vorrebbero piuttosto essere certe di essere depresse, piuttosto che rischiare di essere felici.
  • La depressione non equivale al dolore; il vero depresso ringrazierebbe il cielo se riuscisse a provare dolore. La depressione è l’incapacità di provare emozioni. La depressione è la sensazione di essere morti mentre il corpo è ancora in vita. Non equivale affatto alla pena e al dolore, con i quali anzi non ha niente in comune. Il depresso è incapace di provare gioia, così come è incapace di provare dolore. La depressione è l’assenza di ogni tipo di emozione, è un senso di morte che per il depresso è assolutamente insostenibile. È proprio l’incapacità a provare emozioni che rende la depressione così pesante da sopportare.
  • Ha completamente capovolto la sua vita. Prima era depresso e miserabile. Adesso è miserabile e depresso.
  • Siamo i figli di mezzo della storia, non abbiamo né uno scopo né un posto. Non abbiamo la grande guerra né la grande depressione. La nostra grande guerra è quella spirituale, la nostra grande depressione è la nostra vita. Siamo cresciuti con la televisione che ci ha convinti che un giorno saremmo diventati miliardari, miti del cinema, rock star. Ma non è così. E lentamente lo stiamo imparando.
  • Ci sono casi, casi patologici per così dire di depressione spirituale, in cui la lettura può diventare una specie di disciplina terapeutica ed essere demandata e ripetutamente sollecitata a reintrodurre perpetuamente una coscienza pigra nella sua vita spirituale. In questi casi i libri assumono un ruolo analogo a quello degli psicoterapeuti con certi nevrotici.
  • Usare la parola “depressione” per descrivere un comportamento inspiegabile o violento manda due falsi segnali: primo, che la società non ha nessuna responsabilità per quanto riguarda la nostra felicità, perché l’infelicità è una condizione medica; secondo, che una persona depressa corre il pericolo di compiere atti abominevoli.
  • Tutto è anxiety e depression. Tutto è antidepressivo e ansiolitico. La vita dei sentimenti si è impoverita e ormai per essere certi di non avere una prescrizione di psicofarmaci bisogna non avvertire più niente, essere sentimentalmente vuoti. Aveva ragione Benedetto Croce: se eliminiamo le parole scompaiono i concetti e oggi — egli direbbe — persino i sentimenti. Forse anche per questo i poeti tacciono, temono di essere tutti curati per anxiety and depression.
    Bisognerebbe ripartire dall’uomo, e non dai sintomi e dai farmaci, per fare una nuova psichiatria.
  • Lo stato depressivo non è assolutamente negativo e penso anzi che sia necessario, che porti alla riflessione e alla calma. Un’euforia permanente sarebbe troppo faticosa. Penso che si debba sempre mantenere questa sorta di interstizio, di vuoto, nel proprio spirito, nel proprio cuore.
  • Il depresso è solo anche in mezzo agli altri, distaccato da tutto e da tutti. Incapace di amare, si sente inaridito, con un penoso senso di vuoto affettivo.
  • La depressione può dissolversi spontaneamente da un momento all’altro. Un bel giorno si va a letto la sera depressi e disperati e al mattino ci si sveglia cambiati: si sta bene di nuovo, la depressione ci ha lasciati. Non sappiamo il perché, ma accade. È un altro degli aspetti caratteristici di questa malattia dal decorso capriccioso e imprevedibile.
  • Chi soffre di depressione da insuccesso non ha idea di che cosa sia quella da successo.
  • Cheyenne: ”Jane? Penso di essere un po’ depresso”. – Jane: ”No. Un depresso non fa l’amore con la donna con la quale sta insieme da trentacinque anni come se fosse la prima volta. Tu non sei depresso”.
  • La depressione è psichicamente caratterizzata da un profondo e doloroso scoramento, da un venir meno dell’interesse per il mondo esterno, dalla perdita della capacità di amare, dall’inibizione di fronte a qualsiasi attività e da un avvilimento del sentimento di sé che si esprime in auto-rimproveri e auto-ingiurie e culmina nell’attesa delirante di una punizione. Questo quadro guadagna in intelligibilità se consideriamo che il lutto presenta – ad eccezione di una – le medesime caratteristiche; nel lutto non compare il disturbo del sentimento di sé, ma per il resto il quadro è lo stesso.
  • La depressione comporta una condizione di totale fallimento adattativo, in cui ci si astiene persino dall’utilizzare i meccanismi che facilitano il vivere nel mondo. È una vera e propria rinuncia.
  • Sono depresso: nessuno intercetta le mie telefonate.
  • Chi è depresso vive con la mente rivolta indietro e nel passato individua colpe che «spiegano» la sua sofferenza oppure vi coglie i segni di predestinazione a una rovina senza fine.
  • La società edonistica e umoristica moderna contribuisce a mettere in evidenza il depresso, a additarlo con aria di rimprovero come elemento di disturbo nell’atmosfera di gioia convenzionale e superficiale. Nell’era della contraddizione, dell’atteggiamento cool e soft, del dinamismo motivato, della comunicazione senza complessi, il depresso si nota e si colpevolizza. Egli ha tutto per essere felice; se non lo è, non può che essere colpa sua.
  • La radice della creatività si ritrova nel bisogno di ricostruire l’oggetto buono distrutto nella fase depressiva.
  • Tu non sei felice perché stai bene. Tu stai bene perché sei felice. Tu non sei depresso perché ti sono capitati dei guai, ma i guai ti sono capitati perché eri depresso. Tu puoi cambiare i tuoi pensieri e i tuoi sentimenti, e poi le cose esterne cambieranno per uniformarsi, e non vi è davvero altro modo di lavorare.
  • La depressione è una forma di lucidità. E la lucidità è insopportabile.
  • L’unico modo per evitare di essere depressi è non avere abbastanza tempo libero per domandarsi se se si è felici o no.
  • Da alcuni studi è emerso che l’ottanta per cento della popolazione soffre di depressione, e che l’altro venti per cento di voi ne è la causa.
  • Chi vive un lutto sperimenta cinque fasi di elaborazione del dolore, cinque tappe in cui si relaziona con ciò che è costretto ad affrontare: negazione o rifiuto, rabbia, contrattazione o patteggiamento, depressione e accettazione.
  • Conoscere la depressione, i suoi modi di essere, averla vissuta almeno una volta in vita, dilata le personali possibilità di dialogo e di ascolto: di immedesimazione nei mondi feriti dalla tristezza e dalla disperazione.
  • La prima funzione dell’antidepressivo è di mettere a tacere definitivamente il nostro cuore. E questo è il modo più sicuro per non entrare in dialogo, prima che con gli altri, con il profondo di noi stessi.
  • Soffrire di depressione vuol dire non desiderare più nulla, non avere la forza di cambiare. Ci sentiamo soli anche in mezzo agli altri, che spesso non comprendono la nostra sofferenza. Siamo incapaci di amare e nello stesso tempo abbiamo un disperato bisogno di affetto.
  • La depressione, ogni depressione, è una malattia del tempo: in essa la dimensione temporale dominante è quella del passato (del passato della colpa, del passato come nostalgia e come rimpianto, del passato proustianamente rivissuto e trionfalizzato) che non ha se non brecce di speranza, e cioè di futuro, dinanzi a sé; e in alcuni casi ha perduta ogni trascendenza nel futuro.
  • Prima di diagnosticarti depressione o bassa autostima, assicurati di non essere semplicemente circondato da stronzi.
  • La depressione è vivere in un corpo che combatte per sopravvivere con una mente che cerca di morire.
  • La tristezza è più o meno come la sinusite: con un po’ di pazienza, passa. La depressione è come il cancro.
  • Nel momento in cui un uomo si interroga sul significato e sul valore della vita, significa che è malato, dato che oggettivamente non esiste nessuna delle due cose; col porre questa domanda uno sta semplicemente ammettendo di avere una riserva di libido insoddisfatta provocata da qualcos’altro, una specie di fermentazione che ha condotto alla tristezza e alla depressione.
  • Quando la sofferenza scende nella nostra anima, fatalmente accompagnandosi alla depressione, e ci tortura nelle nostre fibre più nascoste e segrete, lacerandole e spezzandole, essa tende a separarci dal mondo delle persone e delle cose; isolandoci, e incrinando le nostre relazioni con gli altri ma non spegnendo in noi la nostalgia di un colloquio e di un incontro.
  • Il depresso riduce la propria attività fisica, si apparta, tenta di non pesare su nessuno, mentre cresce la sensazione di soffocare sotto il peso di se stessi. Si tratta di una condizione umana penosa, che comporta una sofferenza incredibile. È come avvertire una paura incontrollabile per un mostro in agguato, scaltro, imbattibile. Quel mostro però è dentro la mente dell’uomo. Non c’è via di scampo.
  • Ebbene, se sono stato, e sono, un buon psichiatra, se ho aiutato i miei matti, ciò è avvenuto per la mia fragilità, per la paura di una follia che si annida dentro di me, per la fragilità che avverto capace di sdoppiarmi, di togliermi la voglia di vivere e di rendermi simile a un depresso che chiede soltanto di scomparire per cancellare il dolore di cui si sente plasmato.
  • La depressione se ne sta accucciata sul mio petto come un lottatore di sumo.
  • Che cos’è la depressione? Quella condizione dell’anima che si registra quando il mondo circostante non ci dice più nulla e il mondo immaginifico, quello dei nostri sogni e dei nostri progetti, tace avvolto da un silenzio così cupo e impenetrabile da impedire anche il più timido degli sguardi che osi proiettarsi nel futuro.
  • L’anima del depresso non è più solcata dai residui della speranza. E le parole che alla speranza alludono, le parole di tutti, più o meno sincere, le parole che non si rassegnano, le parole che insistono, le parole che promettono, le parole che vogliono guarire languono tutte attorno al depresso, come rumore insensato.
  • Non ci sono depressioni incurabili. Occorre ripeterlo senza stancarsi a chi ne soffre: è una malattia che, come molte altre, con i trattamenti migliora rapidamente, fino a scomparire. Quando non se ne esce, si tratta o di depressioni non curate o di depressioni mal curate. Oppure di altre malattie.
  • Non c’è depressione se non nel contesto di una grande sensibilità, e di una stremata fragilità, che ci fanno cogliere le diverse immagini della vita: contrassegnata dalle luci della gioia e della speranza, ma, anche, dalle ombre del dolore e della sofferenza.
  • La depressione è la rabbia senza entusiasmo.
  • La depressione è una reazione molto ragionevole a praticamente tutto quello che ci ritroviamo a vivere oggi.
  • La depressione si presenta sotto forma di realismo sul marciume del mondo in generale e della tua vita in particolare.
  • La depressione è un male di vivere talmente penetrante che il pensiero della morte diventa un balsamo, una consolazione.
  • Il dolore mentale è meno drammatico del dolore fisico, ma è più comune e anche più difficile da sopportare. Il tentativo di nascondere i frequenti dolori mentali ne aumenta il peso: è più facile dire “Il mio dente fa male” che dire “Il mio cuore è spezzato.”
  • La rabbia è energizzante. L’opposto della rabbia è la depressione, che è la rabbia rivolta verso l’interno.
  • La nostra vita è in altalena. Oscilliamo tra aggressione e depressione.
  • Ero molto depresso, in quel periodo. Intendevo uccidermi ma, come ho già detto, ero in analisi, e i freudiani sono molto severi al riguardo, ti fanno pagare le sedute che perdi.
  • Essere depressi è un’abitudine; essere felici è un’abitudine; e la scelta spetta a te.
  • La depressione è il voto di castità dei nostri sensi.
  • Lo stato depressivo non è assolutamente negativo e penso anzi che sia necessario, che porti alla riflessione e alla calma. Un’euforia permanente sarebbe troppo faticosa. Penso che si debba sempre mantenere questa sorta di interstizio, di vuoto, nel proprio spirito, nel proprio cuore.
  • La depressione è una malattia democratica: colpisce tutti.
  • Era naturale essere depresso, come è naturale che lo sia per chiunque abbia ancora un’idea di quel che la vita potrebbe essere e non è. La depressione diventa un diritto, quando uno si guarda attorno e non vede niente o nessuno che lo ispiri, quando il mondo sembra scivolare via in una gora di ottusità e di grettezza materialista.
  • Affrontare la depressione con i farmaci significa toglierle la parola e proibirsi di capire la sua verità.
  • Penso ai miei matti, penso ai depressi e li vedo in quel lento spegnersi dentro il dolore, in quel loro desiderio di annullamento e di morte, nella colpa dell’esistere come se fossero incapaci di essere utili e provassero solo il dolore nell’ostacolare gli altri. Li rivedo nel momento in cui cade quel velo e cominciano a rivedere il sole, a sentire ancora l’aria che muovendosi mormora parole segrete e piene di speranza. Li vedo sentire la forza di vivere e la voglia di correre per gustare oltre il baratro della depressione ancora il movimento e i sentimenti.
  • La paura più profonda che abbiamo, “la paura di tutte le paure” è la paura di misurarsi con la paura del giudizio. E’ questa paura che crea lo stress e la depressione della vita quotidiana.
  • La depressione è la melanconia meno il suo fascino.
  • A volte si desidera scomparire, ma tutto quello che si vuole veramente è essere trovati.
  • Tra gli opuscoli che parlano di tumori o nei siti dedicati, tra gli effetti collaterali del cancro c’è sempre la depressione. In realtà la depressione non è un effetto collaterale del cancro. La depressione è un effetto collaterale del morire.
  • Chi soffre di depressione avverte di non essere più in grado di svolgere attività prima ordinarie ed eseguite con grande facilità. La ridotta stima di sé induce un impoverimento generale di emozioni e sentimenti. È come se si anestetizzasse l’intera sfera psichica dell’affettività.
  • Depressione è non avere voglia di niente, non desiderare niente, essere incapace di provare piacere e soddisfazione. Una sofferenza morale senza fine.
  • A volte, se sei depresso, non vorresti fare niente. Tutto quel che vuoi fare è appoggiare la testa al braccio, e guardare nel vuoto. A volte puoi andare avanti così per ore. Se sei eccezionalmente depresso, devi perfino cambiare braccio.
  • La fragilità umana, che vive in noi e che fa parte della condizione umana, si esprime sino in fondo nella sua epifania dolorosissima quando su di noi scenda, ancora piú che non la malattia fisica, la sofferenza psichica: la depressione in particolare.
  • Quando le donne sono depresse, mangiano o vanno a fare shopping. Gli uomini invadono un altro paese. E’ un bel diverso modo di pensare.
  • La tristezza è stata ammazzata: i tristi amori, scomparsi. Non esiste più nemmeno come parola, cancellata dall’uso corrente. Morti anche termini come “inquietudine” (l'”inquieto è il mio cuore finché non riposa in Te” di Agostino); come “anelito”, “disperazione” (disperata attesa). Tutto è stato buttato dentro la depressione e depressione si coniuga necessariamente a antidepressivo. Il demone sconfitto dal Bene dei farmaci, dalla chimica dalle formule magiche uscite dai laboratori scientifici delle grandi industrie farmaceutiche.
  • Nell’area ambigua e indistinta delle depressioni non possono non essere isolate […] tre diverse forme depressive che sono la depressione esistenziale, la depressione motivata, che nasce sulla scia di avvenimenti dolorosi e conflittuali, e la depressione psicotica, la depressione-malattia, che ha fondazioni biologiche alle quali non sono estranee, del resto, concause psicologiche ed esistenziali. Ogni volta che si abbia a parlare di depressione in psichiatria, è necessario indicare a quale delle tre aree ci si intende riferire. Un discorso generalizzante sulle depressioni non ha senso, ed è fonte di fraintendimenti e di sbandamenti senza fine.

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