Frasi e aforismi sugli uccelli

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frasi-e-aforismi-sugli-uccelliEcco una lista di frasi e aforismi sugli uccelli.

Gli uccelli sono animali liberi, con le cui ali riescono a raggiungere i posti più belli, lontani ed affascinanti e a recarsi in ogni angolo della Terra. E’ incredibile vederli volare con naturalezza: è qualcosa che li rende molto fascinosi. Un giorno sono in un luogo, un’ora dopo potrebbero essere altrove, chilometri e chilometri lontani. Magari ciascuno di noi fosse dotato delle loro stesse ali! Poter migrare, senza perdere tanto tempo o senza pensarci troppo sarebbe un sogno per ciascuno di noi. Di seguito scoprirete delle frasi e degli aforismi sugli uccelli, tra i quali rientrano esemplari bellissimi e rari che andrebbero preservati e rispettati. Scopriamo insieme la nostra rassegna di

Frasi e aforismi sugli uccelli

  • Nessun uccello vola appena nato, ma arriva il momento in cui il richiamo dell’aria è più forte della paura di cadere e allora la vita gli insegna a spiegare le ali.
  • Gli uccelli notturni beccano le prime stelle che splendono come la mia anima quando ti amo.
  • Alla zampa di ogni uccello che vola è legato il filo dell’infinito.
  • L’uccello canta ogni mattina. Allegria o disciplina?
  • Un uccello non canta perché ha una risposta. Canta perché ha una canzone.
  • Alcuni uccelli non sono fatti per la gabbia, questa è la verità. Sono nati liberi e liberi devono essere. E quando volano via ti si riempie il cuore di gioia perché sai che nessuno avrebbe dovuto rinchiuderli.
  • Sì, gli uccelli sono in possesso di un senso dell’onore e di un coraggio che l’uomo non possiede… L’uomo vive all’ombra di leggi e di consuetudini da lui stesso create e foggiate secondo le sue esigenze, mentre gli uccelli vivono secondo quella stessa Legge Eterna di libertà che spinge la Terra a seguire la sua ampia orbita intorno al Sole.
  • Sembra esserci nell’uomo, come nell’uccello, un bisogno di migrazione, una vitale necessità di sentirsi altrove.
  • Gli uccelli sono responsabili di almeno tre grandi maledizioni che colpiscono gli esseri umani. Ci hanno dato la voglia di arrampicarci sugli alberi, di volare e di cantare.
  • Gli uccelli cantano per rammentarci che abbiamo un’anima.
  • La meraviglia è quella di un uccello che ogni mattina torna a battere le ali uscendo dalle mani del buio.
  • E’ sempre difficile venire al mondo. Gli uccelli fanno fatica ad uscire dall’uovo… bisogna trovare il proprio sogno perché la strada diventi facile.
  • Al mattino gli uccelli inventano mille canti, uno per ogni riflesso della loro gola illuminata dall’alba.
  • Siate come l’uccello posato per un attimo su rami troppo fragili, che sente la fronda piegarsi e canta, tuttavia, sapendo di avere le ali.
  • Autunno. Gli uccelli che migrano – lassù nel cielo – si passano gli uni con gli altri la risposta che stiamo cercando, e nessuno di noi umani riesce ad ascoltarla
  • L’uccello in gabbia canta per invidia o per rabbia.
  • Usa il talento di cui sei in possesso: i boschi sarebbero molto silenziosi se nessun uccello cantasse ad eccezione di quelli più intonati.
  • Per osservare gli uccelli è necessario diventare parte del silenzio.
  • Lassù in alto, un uccello può trasportare una stella o una domanda nelle sue piccole zampe luminose e noi non lo sapremo mai.
  • Quando canta il merlo, siamo fuori dall’inverno.
  • Davvero gli uccelli volano? Oppure fanno salti chilometrici nei quali si aiutano con le ali?
  • Mi bastava abbandonare al vento il mio cuore, come gli uccelli. Perché non potevo buttarlo via, mi dissi. A volte era pesante e cupo, era vero, ma succedeva anche che portato in volo dal vento riuscisse a vedere attraverso l’eternità.
  • Nel momento in cui dubiti di poter volare, perdi per sempre la facoltà di farlo. Il motivo per cui gli uccelli, a differenza degli esseri umani, sono in grado di volare, risiede nella loro fede incrollabile, perché avere fede vuol dire avere le ali.
  • Gli uccelli nati in una gabbia pensano che volare sia una malattia.
  • Nella tempesta più forte, c’è sempre un uccello per rassicurarci. È l’uccello sconosciuto. Canta prima di volare.
  • Mi si è posato una volta un passero sulla spalla mentre stavo zappando in un giardino del villaggio e ho sentito di essere più onorato in quella circostanza più di quanto lo potessi essere da qualsiasi mostrina avessi potuto indossare.
  • Alcuni uccelli si scambiano segni e suoni complicati, ma è impossibile studiarli perché nessuno può stabilire quali sono importanti e quali no, quale informazione viene effettivamente trasmessa. Ve ne sono alcuni che cantano duetti, uno dà una nota e l’altro risponde, ma non sappiamo cosa veramente si dicono. Forse: “Io sono il tuo consorte, faccio parte della tua tribù”, ma non si capisce perché un discorso così elaborato per una dichiarazione tanto semplice.
  • Quest’anno, andiamo in vacanza in aereo e io mi porto dietro i canarini. Spero che quelle piccole bestiole non abbiano il mal d’aereo, perché non hanno mai volato prima.
  • Nessun uccello vola troppo in alto, se vola con le proprie ali.
  • Quando i passeri becchettano le briciole che hai messo per loro sulla soglia di casa, sono felici. Un po’ di quella felicità torna anche a te.
  • Bisogna essere leggeri come un uccello e non come una piuma.
  • La fede è l’uccello che sente la luce e canta quando l’alba è ancora buia.
  • È come una gabbia: si vede che gli uccelli all’esterno cercano disperatamente di entrare, e che altrettanto disperatamente quelli all’interno cercano di uscire.
  • Il pluvianus aegyptus, il famoso uccellino dentista, vive in perfetta simbiosi con il coccodrillo. Questo rettile così aggressivo e pericoloso si lascia placidamente pulire i denti dal simpatico volatile. Diventa feroce solo quando gli arriva la parcella. Lo sapevate? Sapevatelo, su…
  • Gli uccelli e gli animali francescani assomigliano davvero a uccelli e animali araldici, non perché fossero favolosi, ma nel senso che erano considerati come realtà, chiare e positive, scevre dalle illusioni dell’atmosfera e della prospettiva. In tal senso egli vide un uccello color sabbia in campo azzurro e una pecora d’argento in campo verde. Ma l’araldica dell’umiltà era più ricca dell’araldica dell’orgoglio, perché giudicava tutte le cose che Dio aveva creato come qualcosa di più prezioso e di più unico dei blasoni che i principi e i nobili avevano dato soltanto a se stessi.
  • Tu puoi conoscere il nome di un uccello in tutte le lingue del mondo, e quando avrai finito, non saprai assolutamente nulla per quanto riguarda quell’uccello. Allora guardiamo l’uccello e vediamo cosa sta facendo – questo è ciò che conta. Ho imparato molto presto la differenza tra il conoscere il nome di qualcosa e conoscere quel qualcosa.

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