Frasi e aforismi di Dante Alighieri

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frasi-e-aforismi-dante-alighieriEcco una lista di frasi e aforismi di Dante Alighieri.

Chi non conosce Dante Alighieri? Il sommo poeta italiano, nato a Firenze, il poeta e scrittore per eccellenza del ‘300, ma che appartiene un po’ a tutte le epoche. Dante è stato, ed è tutt’oggi, l’emblema della letteratura italiana, e pur avendo vissuto in un tempo lontano rispetto a noi, riesce ad essere il poeta per antonomasia e simbolo della nostra letteratura di qualsiasi secolo. Ecco perchè ancora oggi, nel 21 secolo in molti cercano frasi e aforismi di Dante Alighieri. D’altronde, un talento del genere difficilmente passa in secondo piano o, addirittura, finisce nel dimenticatoio. Indimenticabili sono le sue numerose opere che ci sono giunte e dalle quali abbiamo estrapolato le frasi e gli aforismi più belli e significativi. Non ci resta che presentarvi la nostra prosperosa raccolta di

Frasi e aforismi di Dante Alighieri

  • Venendo subito al punto, che chiamo lingua volgare quella che i bambini apprendono da chi sta loro intorno dal momento che cominciano ad articolare i suoni; oppure per esser più brevi, la lingua volgare è quella che, senza bisogno di regole, impariamo imitando la nostra nutrice.
  • Niente dà più dolore che il ricordare i momenti felici nell’infelicità.
  • Non ti curar di loro, ma guarda e passa.
  • La gloria di colui che tutto move per l’universo penetra e risplende in una parte più e meno altrove.
    Tre cose ci sono rimaste del paradiso: le stelle, i fiori e i bambini.
  • Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza.
  • Oh creature sciocche quanta ignoranza è quella che v’offende.
  • Non può comprendere la passione chi non l’ha provata.
  • Uomini siate, e non pecore matte.
  • Vecchia fama nel mondo li chiama orbi; gent’è avara, invidiosa e superba: dai lor costumi fa che tu ti forbi. La tua fortuna tanto onor ti serba, che l’una parte e l’altra avranno fame di te, ma lungi fia dal becco l’erba.
  • L’affetto lo intelletto lega.
  • Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende, prese costui de la bella persona che mi fu tolta; e ‘l modo ancor m’offende. Amor, ch’a nullo amato amar perdona, mi prese del costui piacer sì forte, che, come vedi, ancor non m’abbandona. Amor condusse noi ad una morte. Caina attende chi a vita ci spense.
  • I costumi e le mode degli uomini cambiano come le foglie sul ramo, alcune delle quali vanno ed altre vengono.
  • La gloria di colui che tutto move per l’universo penetra e risplende in una parte più e meno altrove.
  • Perché quando lo strumento dell’intelligenza si somma alla forza bruta e alla malvagia volontà, il genere umano è impotente a difendere se stesso.
  • L’amor che move il sole e l’altre stelle.
  • Che bell’onor s’acquista in far vendetta.
  • Un dì si venne a me malinconia e disse: «Io voglio un poco stare teco» e parve a me ch’ella menasse seco  dolore e ira per sua compagnia.
  • Amore e ‘l cor gentil sono una cosa.
  • Dietro ai sensi vedi che la ragione ha corte l’ali.
  • Che dentro a li occhi suoi ardeva un riso Tal, ch’io pensai di toccar cò miei lo fondo De la mia gloria e del mio paradiso.
  • Vedo il meglio ed al peggior m’appiglio.
  • Amor che nella mente mi ragiona cominciò egli a dir si dolcemente che la dolcezza ancor dentro mi suona.
  • Tanto gentile e tanto onesta pare la donna mia quand’ella altrui saluta, ch’ogne lingua deven tremando muta, e li occhi no l’ardiscon di guardare.
  • Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!
  • Tu, Violetta, in forma più che umana,  foco mettesti dentro in la mia mente col tuo piacer ch’io vidi; poi con atto di spirito cocente creasti speme, che in parte mi sana.
  • Quel ch’ella par quando un poco sorride, non si può dicere nè tenere a mente, si è novo miracolo e gentile.
  • L’anima era tutta data nel pensare di questa gentilissima; onde io divenni in picciolo tempo poi di sì fraile e debole condizione, che a molti amici pesava de la mia vista; e molti pieni d’invidia già si procacciavano di sapere di me quello che io volea del tutto celare ad altrui.
  • Poi ch’innalzai un poco più le ciglia, vidi ‘l maestro di color che sanno seder tra filosofica famiglia. Tutti lo miran, tutti onor li fanno
  • Nullo sensibile in tutto lo mondo è più degno di farsi essemplo di Dio che il sole.
  • Lasciate ogni speranza, o voi ch’entrate.
  • Quel sol che pria d’amor mi scaldò ‘l petto, di bella verità m’avea scoverto, provando e riprovando, il dolce aspetto.
  • La vostra fama è come il fiore, che nasce e muore, e si secca allo stesso sole che gli ha dato vita dall’acerba terra.
  • È da uomo malvagio l’ingannare colla menzogna.
  • Dovunque può essere litigio, ivi debbe essere giudicio.
  • A tutti, uno per uno, quelli sotto gli occhi dei quali cadrà questo scritto, Dante Alighieri di Firenze, il più insignificante di tutti i filosofi, augura salute in Colui che è principio e luce di verità.
  • De gli occhi de la mia donna si move un lume sì gentil che, dove appare, si veggion cose ch’uom non pò ritrare per loro altezza e per lor esser nove: e de’ suoi razzi sovra ‘l meo cor piove tanta paura, che mi fa tremare e dicer: “Qui non voglio mai tornare”; ma poscia perdo tutte le mie prove: e tornomi colà dov’io son vinto, riconfortando gli occhi paurusi, che sentier prima questo gran valore. Quando son giunto, lasso!, ed e’ son chiusi; lo disio che li mena quivi è stinto: però proveggia a lo mio stato Amore.
  • Non deve l’uomo, per maggiore amico, dimenticare li servigi ricevuti dal minore.

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