Frasi 11 settembre

aforismi e frasi sull'11 settembre C’è stato un tempo nel quale si diceva che tutti ricordavano il momento e il luogo nel quale appresero l’uccisione di John F. Kennedy.

La nostra generazione di sicuro ricorderà cosa stesse facendo il pomeriggio (perlomeno per noi in Italia) dell’11 Settembre. Se proprio siete curiosi, io stavo studiando un esame di economia.

Ma non è di me che dobbiamo parlare, bensì delle frasi sull’11 Settembre.

Un momento spartiacque, storico, che ha già generato numerose frasi e aforismi più o meno celebri. Nella nostra, sempre incompleta carrellata troveremo scrittori e politici, sociologi e star del cinema che diranno al loro sul quel giorno. Ecco a voi le nostre

Frasi sull’11 Settembre

  • L’arrivo del secondo aereo, dritto verso il basso come uno squalo proprio sopra la Statua della Libertà: ecco il momento determinante. Fino ad allora l’America ha pensato di assistere al peggior disastro nella storia della sua aviazione civile; da lì in poi ha percepito il senso della fantastica violenza che si era appena scatenata contro di lei  – Martin Amis
  • Tra gli eroi silenziosi e dimenticati dei giorni immediatamente successivi, ci sono i tanti, troppi cani che in seguito morirono per aver annusato e respirato troppa polvere – Massimo Bencivenga
  • L’11 settembre ha rivelato l’altra faccia della globalizzazione. E’ il terrorismo che varca le frontiere. – Joseph E. Stiglitz
  • Questa è la prima volta che le pistole sono puntate nell’altra direzione, almeno in larga scala. Il Congo non ha attaccato il Belgio, l’India non ha attaccato l’Inghilterra, l’Algeria la Francia, il Messico o le Filippine gli Stati Uniti. Le atrocità dell’11 settembre sono singolari non per le loro dimensioni, sfortunatamente, ma per la scelta del bersaglio – Noam Chomsky
  • Gli attacchi dell’11 settembre rappresentano lo scontro della globalizzazione trionfante in guerra contro se stessa e inaugurano una quarta guerra mondiale. – Jean Baudrillard
  • Come il 1914 ha segnato l’ingresso nel XX secolo, l’11 septembre 2001 ha segnato l’ingresso nel XXI secolo. Jean-François Deniau
  • Ero a casa, la mia casa è nel centro di Manhattan, e verso le 9 ho avuto la sensazione d’un pericolo che forse non mi avrebbe toccato ma che certo mi riguardava. Sai, la sensazione che si prova alla guerra, anzi in combattimento, quando con ogni poro della pelle senti la pallottola o il razzo che arriva, e tendi le orecchie e gridi a chi ti sta accanto: «Down! Get down! Giù! Buttati giù». L’ho respinta. Non ero mica in Vietnam, mi son detta. Non ero mica in una delle tante e fottutissime guerre che sin dalla Seconda Guerra Mondiale hanno seviziato la mia vita! Ero a New York, perbacco, in un meraviglioso mattino di settembre. L’11 settembre 2001. Ma la sensazione ha continuato a possedermi, inspiegabile, e allora ho fatto ciò che al mattino non faccio mai. Ho acceso la Tv. Bè, l’ audio non funzionava. Lo schermo, sì. E su ogni canale, qui di canali ve ne sono quasi cento, vedevi una torre del World Trade Center che bruciava come un gigantesco fiammifero – Oriana Fallaci
  • Ti telefono perché non voglio che ti preoccupi quando sentirai cos’ è successo. Un aereo è caduto sulla nostra Torre. Non agitarti, sto bene. Stiamo evacuando l’ edificio. Devo andare – una telefonata dalle Torri Gemelle
  • Voglio farvi una domanda: credete in qualcosa con tanta forza da lanciarvi con un aereo contro un edificio a 750 chilometri all’ora? No, e non ci credo nemmeno io. Ma il vostro nemico ci crede. E se ci crede, chi vincerà, alla fine? Questa è una domanda raggelante che non vogliamo affrontare – Michael Moore
  • Se lo chiedi, ognuno di noi si ricorda perfettamente dov’era e cosa stava facendo in quel momento. Cose che cambiano la storia – Anonimo
  • Ho il viso ustionato, non mi riconoscerai. Mi ami lo stesso? – Andrew Knox 29 anni, dal tetto di una delle Torri, a un collega
  • L’11 settembre era, e rimane, soprattutto, un’immensa tragedia umana. Ma 11 settembre ha anche proposto una sfida epocale e deliberata, non solo per l’America ma per il mondo in generale. L’obiettivo dei terroristi era non solo di New York e Washington, ma gli stessi valori di libertà, tolleranza e decenza che sono alla base del nostro modo di vivere – Tony Blair
  • Prima si trattava di una sottocultura del dissenso intellettuale. Dopo l’11 settembre, la teoria del complotto è diventata una cultura di massa. E ormai non passa giorno che non si faccia dietrologia su qualunque evento – Pierre Léderrey
  • Chiunque ha progettato l’attentato ha scelto con precisone gli obiettivi: il potere economico con le Twin Towers, il potere militare con il Pentagono, il potere politico con la Casa Bianca alla quale era destinato l’aereo precipitato in Pennsylvania. Ma se i terroristi fossero stati meno ignoranti avrebbero dovuto immaginare un quarto obiettivo. Avrebbero dovuto colpire Hollywood, il simbolo della dominazione culturale americana – Zigmunt Bauman
  • Con molto dolore per i morti e per la tragedia devo dichiararmi perdente e sconfitta perché ho lavorato 70 anni scrivendo esclusivamente in onore e in amore della non violenza e vedo il pianeta cosparso di sangue – Fernanda Pivano
  • L’11 settembre ha introdotto il concetto di terrorismo, ma è un terrorismo che non viene percepito come qualcosa che è contro il sistema. Bensì viene percepito come una minaccia alla nostra personale incolumità e integrità fisica e/o patrimoniale (safety). Siamo individui, e siamo a rischio. Ecco cosa ci dice oggi il terrorismo – Zigmunt Bauman
  • Il complotto vuole semplificare una realtà divenuta estremamente complessa. Si cerca all’improvviso colui che tira i fili. Il caso, di colpo, non esiste più. Il mondo si divide nettamente in buoni e cattivi – Pierre Léderrey
  • Come si fa a sconfiggere il terrorismo? Non farsi terrorizzare. – Salman Rushdie
  • Il cielo crollava ed era striato di sangue Ti ho sentito che mi chiamavi Poi sei scomparso nella polvere. – Bruce Springsteen
  • Non ho bisogno di Michael Moore a raccontarmi l’11 settembre – Rudolph Giuliani
  • Il terrorismo è comunicazione politica fatta con altri mezzi. Il messaggio dell’11 settembre suonava più o meno così: America, da adesso saprai quanto è implacabile l’odio contro di te. Il volo 175 della United Airlines è un missile intercontinentale lanciato contro la sua innocenza. Quell’innocenza è stata un’anacronistica e lussuosa illusione. – Martin Amis
  • Qui l’11 settembre c’erano due torri: un simbolo dell’America. Adesso è solo un cantiere e un cimitero. […] Si sono concluse qui le storie umane di 3000 persone. Nelle loro tasche i passaporti di sessanta nazioni. Tra i morti anche 479 vigili del fuoco, poliziotti, soccorritori  – Enzo Biagi
  • Continuano le chiamate dalla seconda Torre. Sembra che la cima della Torre si stia inclinando. Si inclina verso sud-ovest. Sta crollando. – Poliziotto dall’ elicottero, ore 10.26
  • Per tutta la lunga stagnazione degli anni Novanta, abbiamo avuto lo “sciopero degli eventi”, per riprendere la battuta dello scrittore argentino Macedonio Fernández. Ebbene, quello sciopero è terminato. Gli eventi hanno smesso di scioperare. E ci troviamo anzi di fronte, con gli attentati di New York e del World Trade Center, all’evento assoluto, alla “madre” di tutti gli eventi, all’evento puro che racchiude in sé tutti gli eventi che non hanno mai avuto luogo – Jean Baudrillard
  • Forse l’ 11 settembre è stato anche questo: uno storico acceleratore di particelle che ha scomposto la realtà per ricomporla in altra forma, altro peso, altre dimensioni – Roberta Scorranese

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